ROMA – I caveau di casa svuotati da quadri e gioielli per far posto alle bottiglie di vino. Con la minaccia di dazi del 200% sul vino a partire dal 2 aprile, molti enofili e appassionati del buon bere americani stanno accumulando scorte, allarmati dalle voci di fornitori e importatori che avvertono di ritardi e possibili carenze. Si è scatenato insomma una sorta di effetto proibizionismo rivisitato agli anni 2000. A fare scorte non sono solo i miliardari, ma anche i cittadini comuni abituati a pasteggiare con una buona bottiglia.
"Tutti vogliono fare scorta di vini: stiamo assistendo a uno sorta di shopping compulsivo per battere i dazi”, racconta Josh Cohen, co-fondatore di Flatiron Wines and Spirits, al New York Post. “Negli ultimi giorni, i clie…
ROMA – I caveau di casa svuotati da quadri e gioielli per far posto alle bottiglie di vino. Con la minaccia di dazi del 200% sul vino a partire dal 2 aprile, molti enofili e appassionati del buon bere americani stanno accumulando scorte, allarmati dalle voci di fornitori e importatori che avvertono di ritardi e possibili carenze. Si è scatenato insomma una sorta di effetto proibizionismo rivisitato agli anni 2000. A fare scorte non sono solo i miliardari, ma anche i cittadini comuni abituati a pasteggiare con una buona bottiglia.
"Tutti vogliono fare scorta di vini: stiamo assistendo a uno sorta di shopping compulsivo per battere i dazi”, racconta Josh Cohen, co-fondatore di Flatiron Wines and Spirits, al New York Post. “Negli ultimi giorni, i clienti abituali che di solito si fermano per ritirare qualche bottiglia alla volta – dice Cohen – sono venuti a ordinare casse da 12 bottiglie di vino europeo: all'inizio di questa settimana, un cliente ha acquistato 120 bottiglie di champagne.Stiamo incoraggiando le persone a uscire e a fare scorta di bottiglie per tempo".
Quanto può aumentare il vino con i dazi
A fare i conti di come cambierebbe per un americano pasteggiare con un bicchiere di vino ci pensa il Gambero Rosso. Simulando l'acquisto, se si prova a comprare oggi un Prosecco Doc sul portale di Walmart, (il maggiore player della grande distribuzione americana) si vede come l'attuale prezzo oscilla tra 11 e 16 dollari. In caso di dazi, il costo sarebbe destinato a superare i 40 dollari, per bottiglia da 0,75 litri (36 euro circa). Stessa cosa per il Pinot grigio che sulla piazza Usa è venduto tra 10 e 20 dollari a bottiglia, in base al brand di produzione. Un prezzo al dettaglio superiore ai 30 euro farebbe uscire questo vino dalla fascia di riferimento della clientela abituale e posizionandolo fuori mercato
Le case più esposte
Dop Chianti Classico e Brunello di Montalcino sono tra le case più esposte a rincari del 200 per cento. Per il Chianti Classico Il prezzo attuale varia tra 22 e 60 dollari per le versioni Riserva o Gran Selezione. Con l’applicazione dei dazi, una bottiglia potrebbe superare i 180 euro, un costo proibitivo per il mercato di fascia media. Per il Brunello di Montalcino, oggi venduto tra 50 e 100 euro, con alcuni brand premium che superano questa cifra, si rischia di arrivare a 300 euro a bottiglia, limitando le vendite a una ristretta nicchia di collezionisti. Questo scenario rischia di spingere fuori mercato i vini italiani di fascia media, favorendo le alternative locali.