La banda era diretta da tre uomini, due singaporiani e un cinese, ora in attesa di processo. Facevano base nella città Stato asiatica, snodo di capitali e traffici, da dove ordinavano merce che in teoria era destinata alla Malesia, ma da lì — si sospetta — sarebbe finita dove non doveva, cioè in Cina. Vecchie tattiche da contrabbandieri, container rimbalzati tra navi e dogane, società fittizie, a…