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Auto, lo stabilimento di Melfi riparte dalla Ds: via ai modelli francesi

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Nei prossimi mesi in produzione anche Gamma e Compass. A Torino Imparato riunisce i fornitori: “Piano ambizioso”
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MELFI – «Vantiamo alcuni primati. Siamo il primo stabilimento che ha prodotto una Jeep fuori dagli Stati Uniti. E ora siamo il primo a fabbricare una Ds fuori dalla Francia». Michele Guadagno, responsabile del reparto montaggio dello stabilimento di Melfi cammina veloce. «Questa è via Roma», dice. Non è una strada dello shopping, ma come la fabbrica ha soprannominato una sorta di decumano della produzione: via che taglia il reparto montaggio in due e collega la linea unica dello stabilimento, dove a pieno ritmo lavorano 5 mila persone, con il comprensorio componentistica, altre 2 mila addetti.

Un sistema integrato: sullo sfondo la “tradotta” interna che carica i pezzi chiesti just in sequence da chi assembla. «Ecco, questa è una Ds N°8», indica. La scocca è circondata da Compass e …

MELFI – «Vantiamo alcuni primati. Siamo il primo stabilimento che ha prodotto una Jeep fuori dagli Stati Uniti. E ora siamo il primo a fabbricare una Ds fuori dalla Francia». Michele Guadagno, responsabile del reparto montaggio dello stabilimento di Melfi cammina veloce. «Questa è via Roma», dice. Non è una strada dello shopping, ma come la fabbrica ha soprannominato una sorta di decumano della produzione: via che taglia il reparto montaggio in due e collega la linea unica dello stabilimento, dove a pieno ritmo lavorano 5 mila persone, con il comprensorio componentistica, altre 2 mila addetti.

Un sistema integrato: sullo sfondo la “tradotta” interna che carica i pezzi chiesti just in sequence da chi assembla. «Ecco, questa è una Ds N°8», indica. La scocca è circondata da Compass e Renegade, modelli che hanno garantito il lavoro negli ultimi dieci anni insieme alla 500X. Ora per Melfi, fabbrica nata nel 1993 insieme alla Punto, un nuovo cambio di pelle. Dopo gli anni delle utilitarie made in Italy, oltre alla Punto la Lancia Ypsilon ereditata dopo la chiusura di Termini Imerese, l’ago della bussola si è orientato verso gli Usa per fare spazio alle eredi della Willys.

L’idea, trasformata in realtà da Sergio Marchionne, era di far diventare Melfi nella fabbrica più americana d’Italia dove produrre anche per gli Usa. Ora si punta su Parigi. La produzione della DS N°8, l’ammiraglia elettrica francese fatta da mani italiane, è iniziata da poche settimane: si assemblano dieci vetture al giorno. Gli ordini sono partiti a marzo, a settembre l’arrivo negli showroom.

Melfi, obiettivo 450 auto a turno

È la prima delle francesi che si affida a mani italiane: all’insegna del motto “eleganza francese e orgoglio italiano” arriverà anche la Ds 7 nel 2026, anno in cui debutterà pure la Lancia Gamma, mentre nel corso del 2025 farà il suo esordio la nuova Compass. Auto del marchio a stelle e strisce che rimane fedele alla fabbrica in provincia di Potenza. Oggi al montaggio di Melfi si lavora su un turno e vengono sfornate 170 vetture, ma il potenziale è di 450 auto a turno. L’obiettivo è quello di saturare l’impianto. Un poker che, grazie allo sdoppiamento delle motorizzazioni tra elettrico e ibrido, vale come sette modelli per Melfi.

Un pezzo importante del «piano di azione ambizioso che Stellantis ha messo a punto per costruire il proprio successo nel 2025 e negli anni a venire», dice Jean-Philippe Imparato, capo Enlarged Europe in occasione della convention con 450 fornitori europei a Torino nell’Heritage Hub di Mirafiori. Piano che prevede «un’organizzazione semplificata, più agile ed efficiente, un piano di prodotto che comprende non meno di quattordici nuovi prodotti di punta tra il 2024 e il 2025 in Europa e la volontà di unire le forze stabilendo rapporti più solidi con tutti i partner, compresi i fornitori, per garantire il futuro di un settore strategico».

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