MILANO – Sale la tensione tra il governo italiano e il management di StMicroelectronics guidato da Jean-Marc Chery. Marcello Sala, direttore generale del dipartimento economia del Mef a cui fa capo la gestione delle imprese partecipate dallo Stato e le privatizzazioni, insieme a Simonetta Acri erano stati selezionati come i due candidati a entrare nel consiglio di sorveglianza di StMicroelectronics, in sostituzione dell’ex presidente Maurizio Tamagnini (che si è già dimesso) e di Donatella Sciuto che ancora siede nel supervisory board. Ma mentre la candidatura di Acri è passata al vaglio dei tre quarti del consiglio, quella di Sala no, perché avrebbe espresso pubblicamente e privatamente disappunto rispetto alla strategia e alla persona di Chery.
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MILANO – Sale la tensione tra il governo italiano e il management di StMicroelectronics guidato da Jean-Marc Chery. Marcello Sala, direttore generale del dipartimento economia del Mef a cui fa capo la gestione delle imprese partecipate dallo Stato e le privatizzazioni, insieme a Simonetta Acri erano stati selezionati come i due candidati a entrare nel consiglio di sorveglianza di StMicroelectronics, in sostituzione dell’ex presidente Maurizio Tamagnini (che si è già dimesso) e di Donatella Sciuto che ancora siede nel supervisory board. Ma mentre la candidatura di Acri è passata al vaglio dei tre quarti del consiglio, quella di Sala no, perché avrebbe espresso pubblicamente e privatamente disappunto rispetto alla strategia e alla persona di Chery.
La candidatura di Sala è stata dunque bocciata nonostante abbia tutti i requisti per ricoprire l’incarico. Un atto giudicato dal Mef «gravissimo e inaccettabile». Sala avrebbe dovuto sostituire la posizione di Tamagnini, che era il consigliere in quota Mef che si avvicenda al vertice della società, ruotando ogni tre anni tra la posizione di presidente e di vice-presidente con l’esponente dell’azionista pubblico francese Bpi (la Cdp Francese), Nicolas Dufourcq, che di Bpi è ad e in Stm presidente del supervisory board.
L’azienda di semiconduttori, di cui i governi francese e italiano possiedono una quota del 27,5% attraverso una holding sta affrontando una prolungata flessione nei suoi mercati chiave e una causa per false comunicazioni negli Usa. Pertanto i risultati, ma anche la governance e la prima linea di manager a riporto di Chery erano state oggetto di numerose critiche da parte del governo italiano. La proposta di nomina di Sala è stata bocciata dal consiglio di sorveglianza dove siedono tre francesi, tre indipendenti e solo due italiani, ma ora sarà riproposta.
Lo statuto di Stm prevede che in caso di “vacancy” si proceda con la selezione del candidato da sottoporre comunque all’approvazione dell’assemblea. Si preannuncia quindi un ennesimo braccio di ferro tra Italia e Francia in cda e anche in assemblea del gruppo di semiconduttori.