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Negli Usa è allarme per la fuga da titoli di Stato e dollaro. La Fed: “Pronti ad agire”

(afp)

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La banca centrale americana: misure per stabilizzare il mercato Wall Street rimbalza, Nasdaq +2%. Nuovo record dell’oro
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ROMA – La sospensione dei dazi “reciproci” decisa da Donald Trump non è bastata a tranquillizzare i mercati: l’attenzione degli analisti è ora sul debito pubblico americano. I rendimenti dei titoli di Stato, i Treasury a 10 anni, hanno superato il 4,5%, come non accadeva da febbraio, registrando la peggiore settimana dal 2019. Così il dollaro si è deprezzato ancora, con l’euro a 1,14, ai massimi da tre anni.

Al termine di una settimana complicata, Wall Street ha recuperato parte delle perdite accumulate dall’annuncio dei super dazi del 2 aprile. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell’1,56%, l’indice tecnologico Nasdaq a +2,06% e lo S&P500 a + 1,81%.

ROMA – La sospensione dei dazi “reciproci” decisa da Donald Trump non è bastata a tranquillizzare i mercati: l’attenzione degli analisti è ora sul debito pubblico americano. I rendimenti dei titoli di Stato, i Treasury a 10 anni, hanno superato il 4,5%, come non accadeva da febbraio, registrando la peggiore settimana dal 2019. Così il dollaro si è deprezzato ancora, con l’euro a 1,14, ai massimi da tre anni.

Al termine di una settimana complicata, Wall Street ha recuperato parte delle perdite accumulate dall’annuncio dei super dazi del 2 aprile. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell’1,56%, l’indice tecnologico Nasdaq a +2,06% e lo S&P500 a + 1,81%.

Il rimbalzo va messo in relazione con le dichiarazioni rilasciate dalla presidente della Fed di Boston, Susan Collins, al Financial Times che hanno anche allentato la tensione sui Treasury. Al momento non ci sono problemi di liquidità, ha spiegato, «ma siamo assolutamente pronta a intervenire per stabilizzare i mercati qualora ce ne fosse bisogno». La Fed sarebbe quindi pronta «ad usare diversi strumenti», ha aggiunto evocando gli interventi del passato fatti dalla banca centrale.

Sull’altra sponda dell’Atlantico, le Borse europee hanno arrancato in una seduta altamente volatile. Positiva solo Londra, mentre Milano ha lasciato lo 0,72, Francoforte lo 0,94% e Parigi lo 0,3%. Il paniere Euro Stoxx600 è scivolato di un decimo di punto, lasciando l’1,8% su base settimanale.

A condizionare i mercati, l’escalation tra Washington e Pechino. Il sospetto è che il Dragone abbia spostato lo scontro sul mercato obbligazionario, contando sugli oltre 760 miliardi di dollari di debito pubblico americano che ha in pancia. Dietro le massicce vendite di questi giorni ci sarebbe una manovra di Pechino per spingere su i rendimenti, saliti del 14% in una settimana. D’altra parte è anche il sintomo di una minor fiducia degli investitori nei confronti di Washington. I T-bond americani sono considerati un bene rifugio, sul quale investire quando nel mercato azionario le acque sono agitate. Ora però cresce la valutazione di asset rischioso. E così si compra più oro, che ha chiuso a 3.222 dollari l’oncia (+7% in una settimana).

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