Doris, ad Mediolanum: “La raccolta tiene ad aprile. Clienti non spaventati dai mercati”
di Carlotta ScozzariMILANO – Le recenti turbolenze dei mercati causate dai dazi di Donald Trump non hanno spaventato i clienti di Banca Mediolanum. Lo ha dichiarato ieri, in occasione dell’assemblea dei soci del gruppo del risparmio amministrato, l’ad Massimo Doris: «I primi tre mesi (del 2025) sono partiti benissimo, con una raccolta netta gestita di 2,14 miliardi contro gli 1,18 dello scorso anno». E nella prima metà di aprile «non abbiamo visto fuoriuscite o panico tra i clienti con richieste di vendere».
Per il momento, Doris si è detto fiducioso che Banca Mediolanum nel 2025 possa replicare la raccolta netta del 2024 (10,4 miliardi di cui 7,6 di risparmio gestito), anche se molto dipenderà dall’andamento delle Borse. «Se la confusione sui mercati è terminata, il movimento è stato breve e quindi influenza sulla raccolta non ce n’è o al limite è minima. Se invece il movimento discendente durerà per un po’, allora i numeri potrebbero essere influenzati».
MILANO – Le recenti turbolenze dei mercati causate dai dazi di Donald Trump non hanno spaventato i clienti di Banca Mediolanum. Lo ha dichiarato ieri, in occasione dell’assemblea dei soci del gruppo del risparmio amministrato, l’ad Massimo Doris: «I primi tre mesi (del 2025) sono partiti benissimo, con una raccolta netta gestita di 2,14 miliardi contro gli 1,18 dello scorso anno». E nella prima metà di aprile «non abbiamo visto fuoriuscite o panico tra i clienti con richieste di vendere».
Per il momento, Doris si è detto fiducioso che Banca Mediolanum nel 2025 possa replicare la raccolta netta del 2024 (10,4 miliardi di cui 7,6 di risparmio gestito), anche se molto dipenderà dall’andamento delle Borse. «Se la confusione sui mercati è terminata, il movimento è stato breve e quindi influenza sulla raccolta non ce n’è o al limite è minima. Se invece il movimento discendente durerà per un po’, allora i numeri potrebbero essere influenzati».
Ieri hanno preso parte all’assemblea che ha approvato il bilancio del 2024 tanti soci in rappresentanza dell’84,38% del capitale. Tra questi, la stessa famiglia Doris, con circa il 40% dei voti, e la Fininvest dei Berlusconi, al 30. Per la cassaforte del Biscione l’assemblea di ieri ha sancito il ritorno al voto “pieno” dopo 11 anni. È stato possibile perché a settembre la Corte di Giustizia dell’Ue ha annullato la sterilizzazione dei diritti di voto eccedenti il 9,99% di Mediolanum, decisa negli anni passati per la mancanza di requisiti di onorabilità di Silvio Berlusconi. Siccome ieri gli azionisti hanno approvato dividendi riferiti al bilancio del 2024 per un totale di 737 milioni, alla famiglia Doris andranno circa 295 milioni e ai Berlusconi 220.
Doris ha poi ribadito che nulla è stato deciso sull’offerta di scambio (Ops) di Mps su Mediobanca. Di Piazzetta Cuccia il gruppo Mediolanum possiede il 3,49% e un ulteriore 0,96% è in mano alla famiglia Doris, entrambe quote interne all’accordo di consultazione. «Ci sarà la presentazione del prospetto, stimo tra qualche mese, e avremo tutto il tempo per discuterne e decidere. A livello di patto, è stato osservato che l’offerta è a sconto. Si tratta di vedere se cambia il rapporto dell’Ops; potrebbe andare a premio».