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Lo scontro Trump-Powell spinge il dollaro ai minimi da tre anni. E l’oro continua a correre

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Tra guerra commerciale e tensioni tra la Casa Bianca e la Fed, le due dinamiche sono destinate a persistere. Goldamn Sachs vede i future sul metallo prezioso a 4 mila dollari a metà del 2026
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MILANO – Sempre più pesante, il dollaro sprofonda sui minimi da tre anni. Ai timori di una guerra commerciale innescata dai dazi statunitensi, si sono aggiunte di recente le critiche al numero uno della Fed, Jerome Powell, da parte del presidente Trump, contribuendo ad alimentare l’incertezza sui mercati. E mentre gli investitori si allontanano dalla moneta Usa, un altro bene rifugio prosegue la sua rapida ascesa: l’oro.

Il metallo prezioso ha superato i 3.400 dollari all’oncia, aggiornando da ormai diverse sedute il proprio record storico. Di contro, l'Ice Us Dollar Index, che misura il biglietto verde rispetto alle principali valute, è sceso fino a 97,92, ai minimi dal marzo 2022.

I rischi di ridurre l’indipendenza della Fed

Dopo l’annuncio dei dazi, c…

MILANO – Sempre più pesante, il dollaro sprofonda sui minimi da tre anni. Ai timori di una guerra commerciale innescata dai dazi statunitensi, si sono aggiunte di recente le critiche al numero uno della Fed, Jerome Powell, da parte del presidente Trump, contribuendo ad alimentare l’incertezza sui mercati. E mentre gli investitori si allontanano dalla moneta Usa, un altro bene rifugio prosegue la sua rapida ascesa: l’oro.

Il metallo prezioso ha superato i 3.400 dollari all’oncia, aggiornando da ormai diverse sedute il proprio record storico. Di contro, l'Ice Us Dollar Index, che misura il biglietto verde rispetto alle principali valute, è sceso fino a 97,92, ai minimi dal marzo 2022.

I rischi di ridurre l’indipendenza della Fed

Dopo l’annuncio dei dazi, che già avevano infierito un duro colpo sulla moneta americana, le quotazioni sono ulteriormente calate da quando Trump ha ipotizzato di licenziare Powell, a suo avviso “troppo lento” nel taglio dei tassi di interesse. Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha messo in guardia dai tentativi di ridurre l'indipendenza dell'autorità monetaria.

Se la credibilità della Fed venisse messa in discussione, la fiducia nel dollaro potrebbe essere ulteriormente erosa, accelerando i flussi verso i beni rifugio, compreso l'oro. “Il licenziamento di Powell non solo mina il principio dell'indipendenza della banca centrale, ma rischia di politicizzare la politica monetaria statunitense in un modo che i mercati troveranno inquietante”, ha dichiarato Christopher Wong, stratega della Oversea-Chinese Banking Corp.

Goldman Sachs vede l’oro a 4.000 dollari nel 2026

L’effetto sui mercati è già evidente. I depositi nei fondi negoziati in borsa sostenuti da lingotti sono aumentati nelle ultime 12 settimane, il periodo più lungo dal 2022, mentre le stesse banche centrali hanno ampliato le loro riserve d’oro, sostenendo la robusta domanda mondiale. Con il passare dei giorni, gli analisti sono sempre più positivi sul rally in corso: tra gli altri, Goldamn Sachs stima che i contratti sul metallo possano raggiunge i 4 mila dollari a metà del prossimo anno.

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