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Mediobanca al contrattacco, mossa industriale per crescere e respingere Mps

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L’acquisizione di Banca Generali verrà pagata con il 13% di azioni della compagnia triestina già in portafoglio. Una parte di esse finiranno nelle casse del Leone sotto forma di azioni proprie con un vincolo di cessione a un anno
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Milano – Il risiko bancario, già acceso, si infiamma con la nuova mossa di Mediobanca che lunedì mattina ha lanciato un’Ops su Banca Generali. È una mossa industriale, nel senso che Banca Generali è la preda migliore per Piazzetta Cuccia che aveva già tentato di prenderla tre anni fa ma non vi era riuscita, ed è anche una mossa finanziaria in grado di respingere l’attacco su sé stessa lanciato a gennaio scorso da Monte dei Paschi di Siena.

Leader nel Wealth Management

Acquisendo Banca Generali Mediobanca andrebbe a sviluppare quella parte del proprio business con le maggiori potenzialità di crescita, cioé la gestione di capitali e grandi patrimoni che produce generose commissioni. Con l’integrazione tra la realtà già presente in Mediobanca, che si è …

Milano – Il risiko bancario, già acceso, si infiamma con la nuova mossa di Mediobanca che lunedì mattina ha lanciato un’Ops su Banca Generali. È una mossa industriale, nel senso che Banca Generali è la preda migliore per Piazzetta Cuccia che aveva già tentato di prenderla tre anni fa ma non vi era riuscita, ed è anche una mossa finanziaria in grado di respingere l’attacco su sé stessa lanciato a gennaio scorso da Monte dei Paschi di Siena.

Leader nel Wealth Management

Acquisendo Banca Generali Mediobanca andrebbe a sviluppare quella parte del proprio business con le maggiori potenzialità di crescita, cioé la gestione di capitali e grandi patrimoni che produce generose commissioni. Con l’integrazione tra la realtà già presente in Mediobanca, che si è evoluta con Che Banca! diventata Mediobanca Premier, e Banca Generali, dal punto di vista industriale si riesce a ottenere un notevole salto di qualità. “Mediobanca diviene leader di mercato, distintivo per posizionamento, brand e capacità di attrarre il talento. L’operazione potenzia il profilo reddituale e patrimoniale di Mediobanca e, tramite una significativa riallocazione di capitale, ne ridisegna il mix di ricavi e utili, risultando accrescitiva di valore in termini di profittabilità, utili e capacità di remunerare gli azionisti”.

I numeri esposti da Mediobanca nel presentare l’operazione danno un’idea di questo miglioramento: €4,4mld di ricavi (crescita maggiore del 15%) di cui €1,8mld di commissioni nette (+65%). €1,5mld di utile netto (+15%), di cui €0,8mld da WM; l’utile netto “core banking” cresce del 70%.

Cambia il rapporto con Generali

Il lancio dell’Ops su Banca Generali da parte di Mediobanca, se andrà in porto con successo, cambia radicalmente il rapporto tra la merchant bank e il Leone di Trieste. Finora è sempre stato un rapporto finanziario, Mediobanca possiede il 13% di Generali e, con poco assorbimento di capitale, riesce a ottenere lauti dividendi che costituiscono circa il 30% del suo utile netto. Da ora in avanti non sarà più così. Il pagamento di Banca Generali infatti, secondo l’idea di Mediobanca, è da realizzarsi totalmente in carta, cioé smobilitando la partecipazione del 13% in azioni Generali, da offrire al mercato e alla stessa Generali che oggi ne possiedono il controllo. Nel comunicato l’operazione viene definita come una “riallocazione del capitale: tramite lo scambio della partecipazione Generali in Banca Generali il patrimonio di Mediobanca viene ad essere interamente allocato a business sinergici per i quali sono attesi interessanti tassi di crescita negli anni futuri”.

La partecipazione in Generali viene ceduta a €6,3mld, quindi realizzando una plusvalenza di 2,2mld avendola Mediobanca in carico a valori storici.

Arma in più in mano a Donnet per difendersi

Con questa operazione, se avrà successo, Mediobanca offre a Generali un’arma in più per difendersi nel riassetto del suo azionariato. Il 13% di azioni Generali rappresenta infatti il prezzo pagato per conquistare Banca Generali e in parte entra nei forzieri della stessa Generali sotto forma di azioni proprie. L’operazione è subordinata “all’assunzione da parte di Generali di un impegno sulle azioni proprie ricevute in corrIspettivo di lock-up per dodici mesi a partire dal perfezionamento dell’offerta, con riguardo a operazioni di offerta e collocamento presso il pubblico indistinto (ivi incluso operazioni di collocamento sul mercato)”.

L’ad di Mediobanca Alberto Nagel toglie quindi dal piatto l’oggetto del contendere, il 13% di Generali, che era diventato l’obbiettivo primario di Mps e del governo Meloni per dare un assetto di governo diverso al Leone di Trieste. E dà alla stessa Generali un anno di tempo per gestire il ricollocamento di quelle azioni, magari utilizzandole come moneta di scambio per effettuare altre operazioni di crescita sul mercato.

Il mercato sceglierà tra Banca Generali e Mps

Per andare avanti nell’acquisizione di Banca Generali Mediobanca ha però bisogno dell’autorizzazione della sua assemblea ordinaria che è già stata convocata per il 13 giugno. La delibera per passare avrà bisogno del consenso del 50% del capitale presente in assemblea. Essendo più del 50% delle azioni di Mediobanca diffuse sul mercato tra i grandi fondi italiani e internazionali tutti saranno chiamati a raccolta per esprimere un giudizio. E dovranno decidere se è più conveniente per loro comprare Banca Generali e proseguire il percorso di crescita con Nagel e il suo management oppure se preferiscono consegnare le proprie azioni Mediobanca al Monte dei Paschi guidato da Luigi Lovaglio.

Le azioni Mediobanca sul mercato venerdì scorso hanno avuto un’impennata del 6,6% e si sospettavano rastrellamenti in corso da parte di soggetti intenzionati a favorire l’Ops di Mps. Ma ora l’annuncio di questa operazione scompagina le carte e le azioni Mediobanca saranno determinanti per l’assemblea del 13 giugno. I due soci forti di Mediobanca, la Delfin della famiglia Del Vecchio con il 20% e Francesco Gaetano Caltagirone con l’attuale 7%, sono sponsor dell’operazione Mps e probabilmente voteranno contro l’operazione Banca Generali. C’è poi un 11% raccolto in un patto di consultazione tra soci storici industriali di Mediobanca e ci sono quote sparse come il 2% in mano all’Unipol di Carlo Cimbri.

Con queste premesse è facile prevedere che le azioni Mediobanca saranno al centro di forte attenzione nelle prossime settimane.

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