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Maire batte le stime: utile a 64 milioni nel primo trimestre. Nuovi contratti in Asia e Europa

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Nuove commesse per 900 milioni in relazione ad ordini già annunciati. I ricavi salgono a 1,7 miliardi. Confermati i target 2025
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MILANO – Segno più per i conti di Maire nel primo trimestre dell’anno. L’azienda ha chiuso il primo quarto dell’anno con ricavi a quota 1,7 miliardi, in crescita del 35% ed ebitda in salita del 38,2% a 113,5 milioni di euro, con un lieve miglioramento del margine dal 6,5% al 6,6%. Numeri, quelli comunicati oggi, molto superiori alle attese, che indicavano invece ricavi intorno a 1,57 miliardi e margine operativo lordo vicino ai 100 milioni. Oltre le previsioni anche i dati sull’utile netto, salito del 37,3% a 64 milioni di euro.

Numeri che sostengono la crescita del titolo a Piazza Affari, schizzato in avvio sulle notizie di due nuovi lavori per 900 milioni di euro che si sono aggiudicati le controllate Tecnimont e Kt-Kinetics Technology, con il supporto tecnologico e di ingegneria di Nextchem, per incarichi aggiuntivi di ordini precedentemente annunciati e nuove aggiudicazioni. Commesse, queste, relative ad attività di ingegneria, procurement e costruzione (Epc) per progetti petrol…

MILANO – Segno più per i conti di Maire nel primo trimestre dell’anno. L’azienda ha chiuso il primo quarto dell’anno con ricavi a quota 1,7 miliardi, in crescita del 35% ed ebitda in salita del 38,2% a 113,5 milioni di euro, con un lieve miglioramento del margine dal 6,5% al 6,6%. Numeri, quelli comunicati oggi, molto superiori alle attese, che indicavano invece ricavi intorno a 1,57 miliardi e margine operativo lordo vicino ai 100 milioni. Oltre le previsioni anche i dati sull’utile netto, salito del 37,3% a 64 milioni di euro.

Numeri che sostengono la crescita del titolo a Piazza Affari, schizzato in avvio sulle notizie di due nuovi lavori per 900 milioni di euro che si sono aggiudicati le controllate Tecnimont e Kt-Kinetics Technology, con il supporto tecnologico e di ingegneria di Nextchem, per incarichi aggiuntivi di ordini precedentemente annunciati e nuove aggiudicazioni. Commesse, queste, relative ad attività di ingegneria, procurement e costruzione (Epc) per progetti petrolchimici e servizi ad alto valore aggiunto per impianti di idrogeno verde.

Confermata poi la guidance indicata in occasione della presentazione del piano strategico 2025-2034 ma l’azienda nella sua nota ha lasciato aperta la possibilità a una possibile revisione al rialzo. La pianificazione delle attività dei progetti in portafoglio, compresi quelli di recente acquisizione, nonchè di quelli di cui si prevede l'acquisizione nel corso dell'anno, ha scritto la società, "consente di prevedere una crescita dei volumi di produzione e un miglioramento dei margini in particolare nella seconda parte dell'esercizio per le attività della business unit sts, con una conseguente possibile revisione in aumento delle performance del gruppo attese per l'anno in corso".

Molto soddisfatto l’ad Alessandro Bernini: "Il nostro solido portafoglio ordini, che superava 15 miliardi di euro alla fine di marzo, si è rafforzato grazie agli ulteriori 900 milioni di euro assegnati ad aprile, mentre continuiamo a diversificare ulteriormente la nostra presenza geografica e aumentare la visibilità sui nostri ricavi nel medio termine", ha commentato il ceo "Il ruolo emergente dei paesi del Global South e la resilienza del ciclo di investimenti energetici nel segmento downstream ci danno fiducia per affrontare la complessità dell'attuale contesto macroeconomico", ha aggiunto.

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