La nuova strategia della Bce: spingere il personale a cambiare lavoro
Irene Maria ScaliseROMA – Cambiare lavoro spesso per ottenere i migliori risultati possibili ed avere una carriera brillante. A proporre la singolare strategia professionale non è qualche guru o coach dell’ultima ora ma - nientedimeno - che la Banca centrale europea. La storica istituzione ha appena adottato una politica per la maggior parte dei suoi 5.200 dipendenti che è al limite dell'avventuroso.
Il cambiamento secondo uno schema
A raccontarla è il Financial Times che specifica come la banca richiede ai suoi dipendenti di prendere in considerazione di cambiare lavoro seguendo uno schema ben preciso. Il nuovo piano della Bce è definito "3-5-8". In cosa consiste esattamente? La banca di Francoforte incoraggerà i dipendenti a non trascorrere più di otto anni nello stesso ruolo. Si chi…
ROMA – Cambiare lavoro spesso per ottenere i migliori risultati possibili ed avere una carriera brillante. A proporre la singolare strategia professionale non è qualche guru o coach dell’ultima ora ma - nientedimeno - che la Banca centrale europea. La storica istituzione ha appena adottato una politica per la maggior parte dei suoi 5.200 dipendenti che è al limite dell'avventuroso.
Il cambiamento secondo uno schema
A raccontarla è il Financial Times che specifica come la banca richiede ai suoi dipendenti di prendere in considerazione di cambiare lavoro seguendo uno schema ben preciso. Il nuovo piano della Bce è definito "3-5-8". In cosa consiste esattamente? La banca di Francoforte incoraggerà i dipendenti a non trascorrere più di otto anni nello stesso ruolo. Si chiama 3-5-8 perché prevede che i dipendenti dedichino i primi tre anni del nuovo incarico ad acquisire competenze e poi utilizzino il tempo fino al quinto anno per pianificare un cambiamento, che idealmente dovrebbe avvenire entro l'ottavo anno. L’obiettivo è potenziare le competenze e ampliare l'esperienza.
Il Linkedin interno
La politica – precisa la banca - non ha lo scopo di costringere nessuno a trasferirsi, né a cambiare specializzazione. Piuttosto – afferma Eva Murciano, direttore generale delle risorse umane della Bce – mira a trasmettere "chiare aspettative da parte dell'istituto nei confronti del cambio di ruolo". Una piattaforma che funziona come una sorta di LinkedIn interno permetterà ai dipendenti di pubblicare i propri curriculum e di esprimere il proprio interesse a cambiare lavoro. E i dipendenti potranno lavorare fino a tre anni presso altre istituzioni finanziarie globali, sapendo di poter rientrare se vogliono alla Bce. Biglietto di andata e ritorno sempre aperto dunque.
Reazioni dei dipendenti? Murciano racconta al Financial Times che la politica ha suscitato inizialmente una certa apprensione tra il personale che ha trascorso anni lavorando in settori altamente specializzati. Ma si spera anche che le nuove linee guida aiutino le persone a progredire in un'organizzazione in cui la maggior parte del personale resta fino al raggiungimento dell'età pensionabile di 65 anni e il turnover dei dipendenti è molto basso, pari all'1,8%.
Migliorare le competenze e l’obiettività
Il piano mira inoltre a risolvere un problema che affligge molti datori di lavoro: la necessità di migliorare le competenze della forza lavoro, in un momento in cui l'intelligenza artificiale e le tecnologie stanno stravolgendo l’universo del lavoro. I limiti di tempo per gli incarichi non sono certo una novità. Diplomatici e militari si aspettano turni di servizio regolari. Nel settore privato, i laureati tirocinanti vengono spesso ruotati all'interno di un'azienda per imparare i trucchi del mestiere. Presso la stessa Bce, i responsabili della supervisione delle banche sono tenuti a cambiare ruolo regolarmente per mantenere l'obiettività. Ma è meno comune chiarire spiegare al personale che saranno incoraggiati a cambiare ruolo dopo un periodo di tempo stabilito.
La politica pro smart working
In un momento in cui molti datori di lavoro stanno ordinando ai dipendenti di tornare in ufficio, la banca ha appena esteso la sua popolare politica di consentire al personale di lavorare da remoto fino a 110 giorni all'anno, ovvero quasi la metà del loro orario di lavoro, e non necessariamente a Francoforte. A quanto pare, il personale utilizza solo poco più della metà dei giorni di lavoro da remoto di cui avrebbe diritto. Questo, tuttavia, ha comportato una minore necessità di spazi per uffici, quindi la banca si sta trasferendo da tre a due edifici e sta introducendo "spazi di lavoro dinamici", ovvero l'hot-desking.