Ita perde 227 milioni nel 2024: “Ma il pareggio è possibile”. La cassa in ordine
di Aldo FontanarosaROMA – Nel 2024 Ita Airways perde 227 milioni di euro. Il dato non è entusiasmante. Ma l’amministratore delegato Joerg Eberhart pensa che i fondamentali della compagnia siano solidi: “Per questo – spiega – non si può escludere il pareggio di bilancio nel 2025”.
Eberhart è confortato da una serie di numeri e indicatori. Già nel 2024, Ita Airways – controllata dal ministero dell’Economia al 59% e Lufthansa al 41% – centra un Ebit positivo per 3 milioni (la sigla indica il profitto prima degli interessi passivi e delle imposte).
Anche il fatturato è incoraggiante, visto che tocca i 3,1 miliardi (sempre nel 2024) con una progressione del 26% rispetto all’anno prima. Il numero dice che Ita offre sempre più posti a bordo degli aerei riuscendo a venderli. Il tasso di riempimento dei velivoli è dell’81% (sia nel 2024 sia nei primi tre mesi del 2025).
L’aumento di capitale
La liquidità è un altro elemento che autorizza un qualc…
ROMA – Nel 2024 Ita Airways perde 227 milioni di euro. Il dato non è entusiasmante. Ma l’amministratore delegato Joerg Eberhart pensa che i fondamentali della compagnia siano solidi: “Per questo – spiega – non si può escludere il pareggio di bilancio nel 2025”.
Eberhart è confortato da una serie di numeri e indicatori. Già nel 2024, Ita Airways – controllata dal ministero dell’Economia al 59% e Lufthansa al 41% – centra un Ebit positivo per 3 milioni (la sigla indica il profitto prima degli interessi passivi e delle imposte).
Anche il fatturato è incoraggiante, visto che tocca i 3,1 miliardi (sempre nel 2024) con una progressione del 26% rispetto all’anno prima. Il numero dice che Ita offre sempre più posti a bordo degli aerei riuscendo a venderli. Il tasso di riempimento dei velivoli è dell’81% (sia nel 2024 sia nei primi tre mesi del 2025).
L’aumento di capitale
La liquidità è un altro elemento che autorizza un qualche ottimismo. Nel 2024, è a 593 milioni tra cassa in senso stretto (subito disponibile) e cassa ristretta (perché sottoposta ad alcuni vincoli d’uso).
Nel 2025, poi, la liquidità può attestarsi tra gli 800 e i 900 milioni perché il bilancio terrà conto dei soldi che Lufthansa ha versato (con bonifico del 15 gennaio 2025) per l’aumento di capitale a lei riservato, pari a 325 milioni. Bonifico che le ha portato in dote il 41% delle azioni di Ita.
Anche il rosso del 2024 – a giudizio di Eberhart, del presidente Sandro Pappalardo e del cfo Claudio Faggiani – deve essere interpretato con attenzione.
La flotta
Novanta milioni sono serviti a pagare i nuovi aerei (l’età media della flotta è passata dai 14,2 anni dell’ottobre 2021 ai 6,8 anni del dicembre 2024). Su questo fronte, la compagnia ha affrontato un esborso reale.
Il resto del rosso sarebbe imputabile all’alto valore del dollaro statunitense nel 2024 (valuta in cui sono denominate molte spese del vettore). Se il dollaro dovesse valere di meno nel 2025, anche il bilancio di Ita potrà beneficiarne.
Il mercato americano
Arrivare al pareggio di bilancio, e procurare a Ita ricchi utili in prospettiva, non sarà una passeggiata. E non sarà uno scherzo da ragazzi ridurre un indebitamento da 2,4 miliardi (la posizione finanziaria netta al 2024).
La compagnia aerea vuole viaggiare sempre di più verso il ricco mercato del Nord America, ora presidiato da due nuove rotte verso Toronto in Canada e Chicago negli Stati Uniti.
I voli intercontinentali, che procurano grandi incassi, peraltro devono essere riempiti di passeggeri. Dunque Ita dovrà mettere a punto un sistema di coincidenze davvero efficiente.
Vettori dello stesso gruppo – da Austrian a Swissair (solo per fare un esempio) – devono portare a Roma Fiumicino passeggeri poi interessati a proseguire lungo le destinazioni intercontinentali, in una logica di fideraggio.
Le economie
Colpisce anche che la nuova Ita – sotto la regia della manager Lorenza Maggio, titolare di alcuni progetti al riguardo – stia cercando anche le piccole economie.
Si proverà, ad esempio, a risparmiare 100.000 euro rinegoziando i contratti per le pulizie a bordo degli aerei.
Il piano di consolidamento di Ita passerà anche attraverso un miglioramento del servizio. Il vettore azzurro partirebbe già da una posizione più che buona.
Se considerati insieme, i due indicatori chiave – regolarità e puntualità dei voli – le assegnerebbero addirittura la prima posizione in Europa.
I brand in campo
Ultima sfida infine sarà rimettere in pista il marchio Alitalia. I manager di Ita non hanno ancora deciso come muoversi. I due brand – Ita e Alitalia – potrebbero coesistere in prospettiva. E questa sarebbe forse la soluzione più logica.
Ita potrebbe restare in campo per i voli di breve o media durata; Alitalia accompagnare i viaggi più lunghi.
Ma per la prima volta l’ad Eberhart allude a uno scenario clamoroso, che non viene più escluso. Tra le ipotesi valutate, c’è anche la scomparsa di Ita e il rilancio di Alitalia, che tornerebbe a essere l’unico marchio della compagnia.