Economia

Mediobanca, utile 9 mesi a 993 milioni. “Con Banca Generali alternativa a Mps”

21/06/2022 Milano, Piazza Degli Affari, Borsa Italiana, Incontro annuale con il mercato finanziario organizzato da CONSOB, Commissione Nazionale per le Societa e la Borsa. Nella foto Alberto Nagel
21/06/2022 Milano, Piazza Degli Affari, Borsa Italiana, Incontro annuale con il mercato finanziario organizzato da CONSOB, Commissione Nazionale per le Societa e la Borsa. Nella foto Alberto Nagel (agf)

Nagel: “Il 16 giugno gli azionisti sceglieranno tra due ipotesi diverse, Siena dovrebbe aggregarsi con un’altra banca commerciale”. Acconto sul dividendo da 455 milioni”

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Milano – Mediobanca ha chiuso i primi nove mesi dell'esercizio 2024-2025 con un utile netto di 993 milioni, in crescita del 5% su base annua e superiore ai 964 milioni previsti in media da un consensus di mercato raccolto dalla società. Il margine di intermediazione è salito del 5,3% a 2,8 miliardi, con margine di interesse a 1,48 miliardi (-1,1%) e commissioni e altri proventi a 819 milioni (+24,1%). In aumento del 4,7% a 1,18 miliardi i costi di struttura, per un rapporto cost/income inferiore al 43%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet 1 è al 15,6%, “dopo benefici per Basilea IV pari a 55 punti base”.

Il cda ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo da 0,56 euro per azione da staccare il 19 maggio, per un controvalore complessivo di 455 milioni. L'aggregazione tra Mediobanca e Banca Generali darà vita a un gruppo con un utile netto da 1,5 miliardi, di cui il 50% circa (800 milioni) da wealth management. Lo precisa Piazzetta Cuccia nel comunicato sui conti a fine marzo, che considera per Mediobanca i dati semestrali annualizzati e per Banca Generali i dati al 31 dicembre. I ricavi saranno pari a 4,4 miliardi, con una “crescita maggiore del 15%”, di cui 1,8 miliardi di commissioni nette (+65%). Il rapporto cost/income è visto in calo al 40%, gli asset ponderati per il rischio a 44 miliardi e il Rote in aumento a “oltre il 20%”.

Mediobanca ribadisce che l'Ops di Mps presenta “numerosi fattori di rischio”, tra cui una “riduzione a doppia cifra dell'utile per azione” e impatti negativi sul merito creditizio, dando vita a una “realtà aggregata” che “avrebbe un profilo di banca commerciale di medie dimensioni indifferenziata, ad elevato assorbimento di capitale, altamente sensibile al contesto macroeconomico”. E' quanto si legge nel comunicato sui conti dei 9 mesi. “Tali fattori di rischio - sottolinea Piazzetta Cuccia – sarebbero ulteriormente amplificati con la combinazione Mediobanca e Banca Generali”.

L'aggregazione con Banca Generali e quella con Mps sono per Mediobanca due opzioni che secondo la nostra esperienza professionale portano a due storie completamente diverse”. Così ha detto l'ad di Mediobanca, Alberto Nagel, replicando a chi gli chiedeva di commentare la convinzione, espressa da Mps, che le due operazioni siano compatibili. Da una parte, ha spiegato, c’è un'opzione che darà vita a un leader nel wealth management, dall’altra la creazione di “un gruppo di banca commerciale di medie dimensioni”. “Secondo noi chi va a votare all'assemblea di Mediobanca” che il 16 giugno dovrà approvare l'Ops su Banca Generali “dovrebbe aver chiaro il profilo di banca che si crea e le grandi differenze rispetto all'alternativa”, ha chiosato. Nagel ha ribadito di essere convinto, “avendo qualche esperienza di M&a bancario”, che “le operazioni che creano valore sono quelle tra pari perchè ci sono sinergie evidenti e affinità puntuali”. “Come discusso anche più volte con i vertici di Mps credo che per loro la migliore operazione sia una combinazione con banche commerciali con la possibilità di fare reali sinergie ed espandere le loro dimensioni e quote di mercato nelle regioni dove sono presenti”, ha aggiunto. “Con noi tutto questo non si verifica e si verificano dissinergie importanti - ha rimarcato -, amplificate se in Mediobanca invece di Generali c’è Banca Generali”.

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