Pirelli-Sinochem, le distanze aumentano. I cinesi: “Proposta iniqua”. La replica: “Soci rispettati”
di Francesco ManacordaMILANO – Dopo le trattative interrotte, lo scambio di accuse. Da una parte Sinochem, primo socio Pirelli con il 37 per cento delle azioni, e dall’altra la stessa società assieme al suo secondo socio Camfin, si rimpallano la responsabilità di non aver trovato un accordo perché i cinesi scendano nel capitale, eliminando così un ostacolo all’espansione di Pirelli negli Stati Uniti. Mercoledì scorso la società aveva scritto che una proposta in tal senso era stata respinta da Sinochem, mentre la Camfin di Marco Tronchetti Provera aveva detto di essere pronta a rivedere il patto di sindacato con Pechino.
Ora i cinesi replicano attraverso la Mpi, che possiede la quota in Pirelli: la proposta «è stata da noi respinta ma perché potenzialmente dannosa per Pirelli e, nel c…
MILANO – Dopo le trattative interrotte, lo scambio di accuse. Da una parte Sinochem, primo socio Pirelli con il 37 per cento delle azioni, e dall’altra la stessa società assieme al suo secondo socio Camfin, si rimpallano la responsabilità di non aver trovato un accordo perché i cinesi scendano nel capitale, eliminando così un ostacolo all’espansione di Pirelli negli Stati Uniti. Mercoledì scorso la società aveva scritto che una proposta in tal senso era stata respinta da Sinochem, mentre la Camfin di Marco Tronchetti Provera aveva detto di essere pronta a rivedere il patto di sindacato con Pechino.
Ora i cinesi replicano attraverso la Mpi, che possiede la quota in Pirelli: la proposta «è stata da noi respinta ma perché potenzialmente dannosa per Pirelli e, nel complesso, gravemente iniqua e squilibrata nei confronti di tutti gli azionisti Pirelli (inclusa Mpi) a eccezione di Camfin». Sempre i soci cinesi esprimono «preoccupazione circa le reali finalità perseguite da Camfin e circa i potenziali conflitti di interesse di soggetti che ricoprono un duplice ruolo chiave in entrambe le società Pirelli e Camfin», a partire ovviamente da Tronchetti Provera.
In serata è arrivata la controreplica di Pirelli: «Le proposte presentate a Sinochem al fine di superare i temi normativi negli Usa erano esclusivamente e ovviamente – a differenza di quanto affermato – nell’interesse della società e rispettose di quello di tutti gli azionisti», mentre Sinochem non ha presentato alcuna ipotesi alternativa ma si è limitata a presentare una proposta a Palazzo Chigi, che ha i poteri sul golden power.