NEW YOK – I mercati danno ragione a Moody’s ma non scaricano del tutto Trump. Venerdì l’agenzia newyorkese aveva dato uno schiaffo agli Stati Uniti togliendo la tripla A, il massimo, e gli effetti ieri si sono scaricati soprattutto su dollari e titoli del debito americano, mentre lo Borse hanno tutto sommato retto. Le critiche sull’eccesso di spesa dell’agenzia di rating mettono ancora di più sotto accusa il disegno di legge fiscale voluto dal presidente Donald Trump e chiamato Big Beautiful Bill che, secondo gli analisti, ha pochi motivi per essere “bellissimo”.
I tagli fiscali rischiano di peggiorare il quadro generale. L’oro ha superato i 3.220 dollari l’oncia, dopo il calo settimanale più netto degli ultimi sei mesi, pari a oltre il 3%. Anche q…
NEW YOK – I mercati danno ragione a Moody’s ma non scaricano del tutto Trump. Venerdì l’agenzia newyorkese aveva dato uno schiaffo agli Stati Uniti togliendo la tripla A, il massimo, e gli effetti ieri si sono scaricati soprattutto su dollari e titoli del debito americano, mentre lo Borse hanno tutto sommato retto. Le critiche sull’eccesso di spesa dell’agenzia di rating mettono ancora di più sotto accusa il disegno di legge fiscale voluto dal presidente Donald Trump e chiamato Big Beautiful Bill che, secondo gli analisti, ha pochi motivi per essere “bellissimo”.
I tagli fiscali rischiano di peggiorare il quadro generale. L’oro ha superato i 3.220 dollari l’oncia, dopo il calo settimanale più netto degli ultimi sei mesi, pari a oltre il 3%. Anche questo un effetto Moody’s: di fronte alle incertezze delle prospettive economiche, gli investitori sono tornati sugli asset rifugio. Nonostante Trump abbia accusato l’agenzia di non essere più quella di una volta, i mercati hanno confermato di credere alle sue analisi, che hanno citato grandi disavanzi fiscali e costi crescenti degli interessi. Nelle prime contrattazioni a Wall Street il Dow Jones aveva perso lo 0,67 per cento, l’indice Nasdaq l’1,42 e l’S&P 500 l’1,04 per cento. A tarda mattinata, quando in Italia erano le 20, gli indici sono passati in positivo, seppure di poco.
I dubbi sul debito pubblico Usa
Intanto i Repubblicani, con un insolito blitz di domenica - e dopo un intervento di Trump - hanno approvato in commissione il piano di tasse e spese. Il testo dovrà superare l’esame di Camera e Senato. Il presidente della Federal Reserve di Atlanta, Raphael Bostic, ha detto di aspettarsi un “impatto sull’economia dal downgrade di Moody’s”, a cominciare dal costo del capitale, e ammesso che la Banca centrale potrebbe tagliare i tassi di interesse solo di un quarto di punto nel resto dell’anno. Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha in parte riconosciuto la preoccupazione per un “possibile ripensamento” da parte degli investitori stranieri ma non ha visto al momento una grande fuga dagli asset americani.
L’incertezza, però, viene evocata ovunque. Persino dentro il cerchio magico trumpiano ci sono voci contrastanti: mentre la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha parlato di “più grande risparmio di denaro pubblico nella storia”, pari a 1.600 miliardi di dollari, gli utenti su X hanno chiesto un parere al programma di intelligenza artificiale Grok di Elon Musk, il maggior donatore e alleato del presidente, ricevendo il messaggio opposto. “Analisi indipendenti - ha sentenziato Grok - come quelle della Tax Foundation e della commissione budget federale, stimano che il ‘Big Beautiful Bill’ potrebbe aggiungere tra 3.300 e 5.300 miliardi di dollari al deficit nel corso di dieci anni a causa dei tagli fiscali”. “La Casa Bianca - ha aggiunto - sostiene che ci siano risparmi per 1.600 miliardi, ma non ci sono prove chiare da parte del consiglio economico a supporto di questa affermazione”.