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Modello Covid per la sicurezza e subappalti facili nel mirino

MARINA ELVIRA CALDERONE, MINISTRO DEL LAVORO

 

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L’ipotesi di un protocollo fra governo e parti sociali proposto da Confindustria per ridurre gli oltre 1.000 morti sul lavoro all’anno. Resistenze tra le piccole imprese. Al via tavoli tecnici
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ROMA – Un “protocollo sicurezza” da scrivere con i sindacati, come quello per riaprire le imprese in pieno Covid a metà marzo 2020. Allora come oggi, l’emergenza è la sicurezza. Si muore non più di virus, ma per lavoro e sul lavoro con oltre mille caduti l’anno e mezzo milione di incidenti, molti invalidanti. Confindustria coglie l’occasione del secondo incontro col governo per la sicurezza sul lavoro – ieri nella Sala Verde di Palazzo Chigi c’erano 33 sigle di associazioni datoriali e di categoria – per proporre un patto tra governo e parti sociali.

Subappalti a cascata

«Un modello semplice e efficace, come quello del protocollo Covid», spiega Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria. «Ognuno si è preso le sue responsabilità e siamo riusciti ad aprire fabbriche in sicurezza». Al centro del confronto finirà presto un tema che ieri è stato solo sfiorato: quello dei subappalti a cascata, vera calamita di incidenti e morti. Lo ha confermato anche Giuseppe Busia, presidente A…

ROMA – Un “protocollo sicurezza” da scrivere con i sindacati, come quello per riaprire le imprese in pieno Covid a metà marzo 2020. Allora come oggi, l’emergenza è la sicurezza. Si muore non più di virus, ma per lavoro e sul lavoro con oltre mille caduti l’anno e mezzo milione di incidenti, molti invalidanti. Confindustria coglie l’occasione del secondo incontro col governo per la sicurezza sul lavoro – ieri nella Sala Verde di Palazzo Chigi c’erano 33 sigle di associazioni datoriali e di categoria – per proporre un patto tra governo e parti sociali.

Subappalti a cascata

«Un modello semplice e efficace, come quello del protocollo Covid», spiega Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria. «Ognuno si è preso le sue responsabilità e siamo riusciti ad aprire fabbriche in sicurezza». Al centro del confronto finirà presto un tema che ieri è stato solo sfiorato: quello dei subappalti a cascata, vera calamita di incidenti e morti. Lo ha confermato anche Giuseppe Busia, presidente Anac, nella relazione annuale: «Nel nostro casellario delle imprese registriamo 1.448 annotazioni per violazioni delle norme su salute e sicurezza nel 2024, con un incremento del 43% rispetto al 2023 e del 87% rispetto al 2022. I rischi maggiori vengono dai subappalti».

La resistenza dei “piccoli”

La stessa premier Meloni, ieri assente per malattia, nel primo incontro sulla sicurezza con i sindacati l’8 maggio scorso aveva aperto a una revisione delle norme che permettono subappalti senza un limite e gare al massimo ribasso. Ieri però sono arrivati i primi distinguo sui subappalti. «Non vanno demonizzati», dice Confartigianato. Come anche sulla patente a punti: «Non va estesa oltre l’edilizia», chiede l’Alleanza delle cooperative. Pure Confcommercio sembra frenare sui bandi Isi, uno dei canali scelti dal governo Meloni per veicolare altri 650 milioni di fondi Inail (oltre ai 600 milioni già attivi) e rafforzare la sicurezza: «Bene le risorse, ma no a nuove sanzioni e revisione profonda dei criteri di accesso ai fondi».

I bandi Isi dell’Inail

Il punto, toccato dal vicepresidente di Confcommercio Mauro Lusetti, è condiviso da molti “piccoli”. Le soglie di accesso ai bandi Inail, le procedure complesse e gli oneri burocratici tagliano fuori le aziende meno strutturate e di dimensioni ridotte. Quelle che invece avrebbero più bisogno di risorse da investire in formazione e macchinari più sicuri, perché gli incidenti avvengono soprattutto in piccole strutture. Un tema che tornerà a fare capolino nei prossimi tavoli tecnici tematici, annunciati dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, con la regia di Stefano Caldoro, neoconsigliere di Palazzo Chigi per i rapporti con le parti sociali. E condivisi anche con il ministro delle Imprese Adolfo Urso, presente ieri all’incontro assieme ai ministri Antonio Tajani e Tommaso Foti.

Tavolo sull’emergenza caldo

Si partirà con il tavolo sulla «prossima emergenza caldo», annuncia Calderone. E poi ancora: formazione nelle imprese e nelle scuole, sicurezza in edilizia e agricoltura, patente a crediti, rafforzamento dei controlli. Bisogna decidere come spendere i 650 milioni. E come premiare le aziende “virtuose” mettendo più soldi sul meccanismo bonus-malus che abbassa i premi Inail a chi investe in sicurezza.

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