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Tensioni sul debito Usa. La Bce: con i dazi a rischio la stabilità finanziaria

Un altro giorno difficile a Wall Street

 

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I timori per gli effetti della legge di spesa di Trump, su cui c’è l’accordo politico, spingono i rendimenti dei Treasury ai massimi dell’anno. Francoforte: “Possibile un cambio di regime finanziario”. Bitcoin a nuovi massimi
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ROMA – Sale ancora la tensione sul debito pubblico americano, mentre al Congresso la maggioranza repubblicana sembra aver trovato una quadra sulla maxi legge di spesa di Donald Trump. Ieri i rendimenti dei Treasury, i titoli di Stato Usa, hanno superato nelle scadenze a 30 anni la soglia del 5%, il massimo da un anno e mezzo, e quelli a dieci anni sono arrivati al 4,55%, mentre il dollaro scendeva ai minimi da un mese.

Altri 3mila miliardi di deficit

Le preoccupazioni per la sostenibilità del debito americano sono esplose una prima volta ad aprile, dopo l’annuncio dei super dazi “reciproci”, spingendo Trump a una precipitosa pausa. Si sono riaccese venerdì quando Moody’s è stata l’ultima delle grandi agenzie di rating a togli…

ROMA – Sale ancora la tensione sul debito pubblico americano, mentre al Congresso la maggioranza repubblicana sembra aver trovato una quadra sulla maxi legge di spesa di Donald Trump. Ieri i rendimenti dei Treasury, i titoli di Stato Usa, hanno superato nelle scadenze a 30 anni la soglia del 5%, il massimo da un anno e mezzo, e quelli a dieci anni sono arrivati al 4,55%, mentre il dollaro scendeva ai minimi da un mese.

Altri 3mila miliardi di deficit

Le preoccupazioni per la sostenibilità del debito americano sono esplose una prima volta ad aprile, dopo l’annuncio dei super dazi “reciproci”, spingendo Trump a una precipitosa pausa. Si sono riaccese venerdì quando Moody’s è stata l’ultima delle grandi agenzie di rating a togliere la tripla A agli States, abbassando il giudizio di un gradino. L’esposizione federale è di 36mila miliardi di dollari e la legge di Trump, che rinnova i tagli alle tasse che lui stesso introdusse nel 2017, aggiungerebbe 3mila miliardi di ulteriore deficit nei prossimi dieci anni.

Le resistenze dei repubblicani

Lo speaker della Camera Mike Johnson ha fissato oggi come termine ultimo per approvare “grande e bellissima” norma di Trump, da cui dipende la sua intera agenda economica. Nella notte andranno dunque convinti gli ultimi repubblicani che, preoccupati per la tenuta dei conti, chiedono di bilanciare le spese con tagli equivalenti. Nel pomeriggio di ieri un’asta di titoli di Stato con domanda sotto le attese, unita alla revisione al ribasso delle stime da parte della catena di supermercati Target, ha spinto anche Wall Street in negativo, con perdite vicine al 2%. Ancora una volta azioni, bond e dollaro sono stati venduti insieme, un messaggio di sfiducia complessivo verso gli Stati Uniti, mentre il bitcoin toccava nuovi massimi storici.

L’allarme della Bce

Ma le turbolenze finanziarie ed economiche scatenate da Trump si sentono in tutto il mondo. La Financial Stability Review pubblicata ieri dalla Banca centrale europea spiega che le tensioni commerciali e i relativi effetti sulla crescita potrebbero incidere sulle prospettive di stabilità finanziaria nell’eurozona, sebbene redditività e capitale molto solidi possano aiutare le banche ad assorbire un incremento del rischio di credito. Anche le maggiori spese per la difesa, dice la Bce, potrebbero mettere in tensione i bilanci dei Paesi più fragili.

Un nuovo rischio America

«Volatilità e incertezza» sono i due elementi chiave, ha detto il vicepresidente della Bce Luis de Guindos. Quella che arriva dagli Stati Uniti potrebbe essere solo una turbolenza, scrive Francoforte, oppure «un cambio di regime più radicale, con gli investitori che sembrano rivalutare la rischiosità degli asset statunitensi portando potenzialmente a cambiamenti più ampi nei flussi di capitali: ciò avrebbe conseguenze di vasta portata per il sistema finanziario globale».

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