MILANO – Terremoto in vista nell’elettricità europea. Lunedì scorso, un gruppo di lavoro interno alla Commissione europea, l’Electricity cross-border committee, ha presentato al collegio una proposta di revisione del cosiddetto regolamento Cacm (capacity allocation and congestion management), un testo del 2015 in cui vengono definite le norme per il coordinamento (in inglese market coupling) tra le Borse elettriche europee.
Il tema tocca la sovranità degli Stati sul disegno dei mercati energetici, e dunque il lavoro dei gestori delle Borse – in Italia è il Gme – e delle reti di trasmissione (come Terna).
Al vaglio una singola entità per l’elettricità
Per evitare di agitare troppo le acque, questa iniziale proposta è orfana del capitolo dove, con tutta probabilit…
MILANO – Terremoto in vista nell’elettricità europea. Lunedì scorso, un gruppo di lavoro interno alla Commissione europea, l’Electricity cross-border committee, ha presentato al collegio una proposta di revisione del cosiddetto regolamento Cacm (capacity allocation and congestion management), un testo del 2015 in cui vengono definite le norme per il coordinamento (in inglese market coupling) tra le Borse elettriche europee.
Il tema tocca la sovranità degli Stati sul disegno dei mercati energetici, e dunque il lavoro dei gestori delle Borse – in Italia è il Gme – e delle reti di trasmissione (come Terna).
Al vaglio una singola entità per l’elettricità
Per evitare di agitare troppo le acque, questa iniziale proposta è orfana del capitolo dove, con tutta probabilità, saranno forniti i dettagli su una singola entità sovranazionale che dovrebbe accentrare su di sé le responsabilità operative e gestionali del mercato elettrico europeo, oggi svolte a rotazione dalle Borse nazionali. Il tema sarà oggetto di un secondo incontro verso fine mese.
Il nodo del blackout in Spagna
L’idea di una singola entità vigilante era già stata avanzata nel 2021 dall’Acer, l’Agenzia Ue per la cooperazione dei regolatori nazionali sull’energia. Quattro anni dopo, il blackout spagnolo ha riportato il tema sull’agenda dei commissari.
«Mentre in Italia ci concentriamo sui prezzi dell’energia, a Bruxelles si sta ponendo una questione politica sulle infrastrutture strategiche», fa notare Simona Benedettini, ceo di Race Consulting ed esperta di energia.
Un tema più politico che tecnico
L’entità unica rischia di essere percepita come un’ingerenza dell’Ue su temi che hanno una valenza strategica per la sicurezza di un Paese e spesso specificità nazionali. Senza considerare i costi aggiuntivi e le attività ridondanti che potrebbero complicare la macchina anziché aumentarne l’efficienza. Dettagli, si intende. Perché se la proposta diventasse legge, le criticità maggiori sarebbero politiche, non tecniche.