✕

Non tutti i dazi saltano ma Trump è più debole: ecco cosa succede dopo la sentenza sulle tariffe

Container al porto cinese di Ningbo (afp)

Ascolta l'audio

La Corte ha giudicato illegittime le tasse “reciproche” del 2 aprile, non quelle su acciaio o auto. La Casa Bianca proverà a reagire ma nei negoziati fa meno paura
2 minuti di lettura

ROMA – E ora cosa succede ai dazi di Donald Trump? È la domanda che si pongono governi e imprese di tutto il mondo dopo la sentenza della Corte per il commercio internazionale che ha giudicato illegittime gran parte delle sue tariffe. I giudici hanno dato 10 giorni all'amministrazione americana per smettere di raccogliere i dazi, ma la Casa Bianca ha subito fatto ricorso: si annuncia una lunga battaglia legale.

In attesa dell’esito, tutt’altro che scontato, c’è però un effetto politico importante: l’intervento della giustizia indebolisce alla base la strategia di guerra commerciale di Donald Trump. Potrebbe quindi dare forza a chi negli Stati Uniti si oppone al protezionismo dell’amministrazione. E portare gli altri Paesi che stanno trattando con la Casa Bianca a essere più attendisti nei negoz…

ROMA – E ora cosa succede ai dazi di Donald Trump? È la domanda che si pongono governi e imprese di tutto il mondo dopo la sentenza della Corte per il commercio internazionale che ha giudicato illegittime gran parte delle sue tariffe. I giudici hanno dato 10 giorni all'amministrazione americana per smettere di raccogliere i dazi, ma la Casa Bianca ha subito fatto ricorso: si annuncia una lunga battaglia legale.

In attesa dell’esito, tutt’altro che scontato, c’è però un effetto politico importante: l’intervento della giustizia indebolisce alla base la strategia di guerra commerciale di Donald Trump. Potrebbe quindi dare forza a chi negli Stati Uniti si oppone al protezionismo dell’amministrazione. E portare gli altri Paesi che stanno trattando con la Casa Bianca a essere più attendisti nei negoziati. Ecco i dettagli.

Che cosa dice la sentenza?

I tre giudici della Corte per il commercio internazionale, decidendo in merito al ricorso presentato contro i dazi da alcune piccole aziende e alcuni Stati (a guida democratica), hanno stabilito che l’oscura legge del 1977 sui poteri economici di emergenza evocata da Trump per imporre le sue tariffe non lo legittimava a introdurre limitazioni commerciali di quella portata. Trump ha quindi oltrepassato le sue prerogative, sconfinando in quelle del Congresso.

Quali tariffe sono illegittime?

La sentenza riguarda le famose “tariffe reciproche” introdotte il 2 aprile su tutti i Paesi del mondo (per l’Europa al 20%), al momento ridotte al 10% e messe in pausa per 90 giorni per dare spazio ai negoziati. Ma quelle tariffe sono illegittime, perché varate invocando la stessa legge. Lo sono anche quelle applicate a Canada e Messico, e in parte quelle sulla Cina, giustificate con la mancata collaborazione nel contrasto a immigrazione e traffico di droga. Non sono invece toccate, perché basate su una legge diversa, le tariffe settoriali su acciaio e alluminio, oppure quelle sulle automobili e le loro componenti. L’amministrazione ne sta preparando di simili anche su farmaceutica e elettronica.

I dazi sono cancellati?

La Corte ha dato 10 giorni all’amministrazione per farlo, però la Casa Bianca ha subito presentato ricorso. E’ in teoria possibile, secondo alcuni esperti, che la corte di appello le lasci in vigore in attesa dell’esito del processo.

Dazi, Trump risponde irritato alla giornalista: "Taco? Non ripeta mai più quell’espressione"

E se il ricorso venisse respinto?

A quel punto i dazi sarebbero definitivamente eliminati e gli Usa dovrebbero restituire le somme raccolte in modo illegittimo, più gli interessi, a chi le ha versate (ricordiamolo: paga l’importatore). Non è per nulla scontato però che la sentenza di secondo grado vada nella stessa direzione, potrebbe anche rovesciare quella di primo grado e dare ragione a Trump.

Quindi per ora non cambia nulla?

Cambia eccome, perché l’intervento della giustizia mette in discussione alla base la legittimità della strategia del terrore commerciale di Donald Trump e quindi la depotenzia in maniera sostanziale. Il primo effetto sarà dare maggiore forza a chi negli Stati Uniti si oppone a un protezionismo così estremo, come le aziende con le loro lobby, ma anche i repubblicani del Congresso preoccupati per gli effetti delle decisioni di Trump e dei “falchi” che ha scelto come suoi consiglieri commerciali.

I negoziati con gli altri Paesi continueranno?

Continueranno, ma con un enorme asterisco legato all'esito del processo giudiziario. Gli altri governi potrebbero essere tentati di rallentare le trattative in attesa della seconda sentenza, di certo saranno meno propensi a fare grandi concessioni. La mano di Trump è più debole, per usare una metafora a lui cara. È anche possibile che, proprio per questo, decida di rilanciare.

Cosa potrebbe fare Trump?

Il presidente americano potrebbe cercare di imporre dazi equivalenti usando un’altra base giuridica per i poteri speciali, come per esempio la cosiddetta “Sezione 232” che giustifica quelli sull’acciaio con ragioni di sicurezza nazionale, oppure la “Sezione 301” sulle pratiche commerciali scorrette, anche se questa richiederebbe un’indagine e tempi decisamente più lunghi. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, è probabile che Trump segua questa strada: l’esito finale per i partner commerciali – avvertono – potrebbe non essere così diverso.

Leggi i commenti