Trucchi e profumi: così la divisione beauty premia i conti di Dolce & Gabbana
di Sara BennewitzMILANO – In anni di cambiamento, dove le aziende di moda cedono la divisione beauty (lo ha fatto Aeffe con Moschino) o i colossi del settore rilevano aziende di moda (come Estée Lauder con Tom Ford), Dolce & Gabbana ha scelto di riportare a casa profumi e make-up. Un investimento da oltre 700 milioni di euro, che ha dato i suoi frutti: il fatturato della divisione beauty, prima in licenza, ha generato oltre 910 milioni di ricavi all’ingrosso. Nell’ultimo biennio il business dei profumi è raddoppiato, il make-up triplicato e ora è partito anche il progetto dello skincare.
Una start up che genera profitti
«Abbiamo lo spirito della startup, ma questa iniziativa, fin dal primo anno, ovvero il bilancio 2023, è stata profittevole – racconta Gi…
MILANO – In anni di cambiamento, dove le aziende di moda cedono la divisione beauty (lo ha fatto Aeffe con Moschino) o i colossi del settore rilevano aziende di moda (come Estée Lauder con Tom Ford), Dolce & Gabbana ha scelto di riportare a casa profumi e make-up. Un investimento da oltre 700 milioni di euro, che ha dato i suoi frutti: il fatturato della divisione beauty, prima in licenza, ha generato oltre 910 milioni di ricavi all’ingrosso. Nell’ultimo biennio il business dei profumi è raddoppiato, il make-up triplicato e ora è partito anche il progetto dello skincare.
Una start up che genera profitti
«Abbiamo lo spirito della startup, ma questa iniziativa, fin dal primo anno, ovvero il bilancio 2023, è stata profittevole – racconta Gianluca Toniolo, ad della divisione beauty di Dolce & Gabbana – Questa è un’azienda di famiglia e la fiducia è il motore di ogni nostra iniziativa. Essere una società del comparto beauty, con una proprietà molto determinata a valorizzare il Dna di Dolc & Gabbana, ci ha permesso di crescere rapidamente e accorciare i tempi del lancio di nuovi prodotti».
Nel 2024 la divisione beauty di Dolce & Gabbana ha toccato quota 610 milioni di ricavi e nel 2025 supererà i 700 milioni, pari a oltre un terzo del fatturato consolidato del gruppo. Se fra dazi e crisi della Cina, vestiti e borse fanno fatica ad aumentare le vendite, “l’effetto rossetto” ha ridato smalto ai conti di Dolce & Gabbana.
Ben 180 milioni in 2 anni con Devotion
«Dall’ottobre 2023, quando il nuovo profumo Devotion è arrivato nei negozi – racconta Toniolo – abbiamo registrato un’accoglienza record, anche grazie al packaging innovativo con il cuore sacro sul flacone. Morale: Devotion ha già generato un fatturato all’ingrosso di 180 milioni». E questo aumentando la qualità, perché non solo l’essenza ma anche la boccetta è made in Italy. «Quando ci sono imprenditori coraggiosi, con una grande visione, che credono in un progetto e ci investono – aggiunge Toniolo – i risultati diventano inimmaginabili. Anche perché il beauty non è solo una diversificazione del business, è la dimostrazione della forza dell’immagine e dei contenuti fondanti il Dna di un brand».
Cinquanta nuove aperture solo beauty in arrivo
Domenico Dolce e Stefano Gabbana ci hanno creduto, senza lesinare gli investimenti nei prodotti, nella sede, nelle persone: nel quartier generale di Via Kramer lavorano 180 dei 450 addetti al beauty, da 27 Paesi diversi. «Oltre a una trentina di beauty area nei nostri principali monomarca fashion, tra cui quello in Montenapoleone – conclude Toniolo – abbiamo aperto già alcune boutique dedicate al beauty, come quella di Jakarta, in Indonesia, o Covent Garden a Londra, e abbiamo a piano 50 aperture, tra cui a ottobre il flagship beauty nel Dubai Mall». Da mesi si parla di un interesse dei fondi arabi per una quota di minoranza di Dolce & Gabbana, chissà che il primo di questi arrivi da Dubai.