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La Cina (e i dazi) mandano in crisi il cognac: crollano gli utili, Cointreau ritira i target

(reuters)

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Le vendite dell’azienda francese si sono ridotte di un terzo a causa delle misure anti-dumping di Pechino. La ceo uscente però assicura: “Il peggio è alle spalle”
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ROMA – Ci sono i complessi intrecci geopolitici, la tutela protezionistica degli interessi nazionali e le strategie commerciali all’origine della crisi delle cantine di Charente e Dordogna. Il cognac che riempie le botti della Rèmy Cointreau, ma anche lo champagne e gli altri liquori marchi del gruppo, si sono ritrovati al centro dello scontro tra le dogane di Parigi e Pechino. Così l’azienda ha visto crollare i suoi utili negli ultimi mesi e ora mette in guardia sui dazi di Trump, preoccupata dalle ulteriori restrizioni. Anche se, nelle parole della ceo uscente, “il peggio è alle spalle”.

Cointreau, le cause del crollo delle vendite

Il gruppo francese, casa madre dei marchi di cognac Rèmy Martin e Louis XIII, del rum Mount Gay e del liquore…

ROMA – Ci sono i complessi intrecci geopolitici, la tutela protezionistica degli interessi nazionali e le strategie commerciali all’origine della crisi delle cantine di Charente e Dordogna. Il cognac che riempie le botti della Rèmy Cointreau, ma anche lo champagne e gli altri liquori marchi del gruppo, si sono ritrovati al centro dello scontro tra le dogane di Parigi e Pechino. Così l’azienda ha visto crollare i suoi utili negli ultimi mesi e ora mette in guardia sui dazi di Trump, preoccupata dalle ulteriori restrizioni. Anche se, nelle parole della ceo uscente, “il peggio è alle spalle”.

Cointreau, le cause del crollo delle vendite

Il gruppo francese, casa madre dei marchi di cognac Rèmy Martin e Louis XIII, del rum Mount Gay e del liquore Cointreau proprio sulla scia dello scontro con la Casa Bianca, ha deciso di tagliare i target dei prossimi anni. Il bilancio 2024-2025, chiuso a marzo, ha messo in luce i problemi dell’azienda. L’utile netto è calato del 34,4% a 121,2 milioni di euro. Ad aprile, il gruppo aveva già pubblicato un fatturato annuo in calo del 17,5%, a 984,6 milioni di euro, influenzato dalle "condizioni di mercato complesse" in Cina e da un calo delle vendite negli Stati Uniti.

L’impatto più forte sugli affari di Cointreau lo hanno avuto le politiche anti-dumping del governo cinese. Dallo scorso novembre, Pechino ha introdotto una misura temporanea che impone agli importatori di brandy dall’Europa di depositare una cauzione presso le dogane cinesi, in risposta alla procedura europea sulle auto elettriche. Le vendite di cognac, che rappresentano due terzi della sua attività, sono diminuite di oltre un terzo.

I produttori di acquaviti di vino lamentano gravi perdite. Chi vende cognac, nei ben definiti territori francesi che hanno l’indicazione protetta, denuncia una emorragia da 50 milioni di euro al mese. Colpa delle misure volute da Xi Jinping, alle quali si andranno ad aggiungere le sovrattasse doganali future dell'amministrazione Trump.

Crisi Rèmy Cointreau, target ritirati

Il gruppo ha "di conseguenza deciso di ritirare" i suoi obiettivi per il 2029-30, annunciati nel giugno 2020 e che miravano in particolare a un margine operativo corrente del 33% a tale scadenza, contro il 22% raggiunto nel 2024-2025.

Questa decisione è motivata anche dall'imminente arrivo di un nuovo amministratore delegato (Franck Marilly) che definirà la propria road map. Per il 2025-2026, il gruppo "prevede un ritorno alla crescita organica del fatturato, sostenuta principalmente da una forte ripresa tecnica delle vendite negli Stati Uniti già dal primo trimestre".

Cognac, preoccupazione per i dazi: “Ma il peggio è alle spalle”

Per quanto riguarda i dazi doganali, il gruppo ritiene, "alla data", che il loro "potenziale aumento" negli Stati Uniti e in Cina "potrebbe avere un impatto lordo massimo di 100 milioni di euro sul risultato operativo corrente (Roc) nel 2025-26", ma si dice "in grado di compensare fino al 35% dell'impatto nel 2025-26 grazie all'attuazione dei suoi piani d'azione, per un impatto netto massimo di 65 milioni di euro". Dopo una iniziale flessione in Borsa a Parigi, il titolo Rèmy Cointreau è rimbalzato guadagnando più del 5%.

Il ceo uscente Erica Vallat ha dichiarato che “il peggio potrebbe essere alle spalle” nel mercato Usa. “I nostri risultati recenti sembrano indicare che abbiamo finalmente toccato il fondo e crediamo che questa fase difficile sia ormai alle spalle', ha dichiarato Vallat nel corso di una conferenza stampa. L'azienda punta a un ritorno alla crescita dopo alcuni anni difficili per il settore, con la domanda che è diminuita dopo il boom del consumo di alcolici durante la pandemia e la debolezza dell'economia cinese che ha colpito le vendite.

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