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Guerra dei dazi, il disgelo Usa-Cina parte dalle terre rare: “Presto un incontro”

La telefonata tra Trump e Xi si chiude con l’invito nei rispettivi Paesi, ma Pechino avverte: “Cautela sul sostegno ai separatisti di Taiwan”
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NEW YORK – Si sono parlati, invitandosi a vicenda nei rispettivi Paesi, e questo è già un passo avanti che i mercati hanno apprezzato. Però i dettagli dell’eventuale intesa fra Usa e Cina per uscire dalla rotta di collisione sono tutti da definire, sulla base della telefonata avvenuta ieri tra i presidenti Trump e Xi.

La notizia del colloquio è stata anticipata dall’agenzia di Pechino Xinhua, secondo cui la richiesta di parlare è venuta da Washington, che nei giorni scorsi aveva accusato la Repubblica popolare di aver violato la tregua di 90 giorni nella guerra commerciale concordata a metà maggio con i colloqui di Ginevra, soprattutto per la lentezza nelle esportazioni delle terre rare.

Poco dopo, Trump ha confermato così sul suo soc…

NEW YORK – Si sono parlati, invitandosi a vicenda nei rispettivi Paesi, e questo è già un passo avanti che i mercati hanno apprezzato. Però i dettagli dell’eventuale intesa fra Usa e Cina per uscire dalla rotta di collisione sono tutti da definire, sulla base della telefonata avvenuta ieri tra i presidenti Trump e Xi.

La notizia del colloquio è stata anticipata dall’agenzia di Pechino Xinhua, secondo cui la richiesta di parlare è venuta da Washington, che nei giorni scorsi aveva accusato la Repubblica popolare di aver violato la tregua di 90 giorni nella guerra commerciale concordata a metà maggio con i colloqui di Ginevra, soprattutto per la lentezza nelle esportazioni delle terre rare.

Poco dopo, Trump ha confermato così sul suo social Truth: «Ho appena concluso un’ottima telefonata con il Presidente cinese Xi, per discutere di alcuni aspetti complessi del nostro recente accordo commerciale. La chiamata è durata circa un’ora e mezza e si è conclusa in modo molto positivo per entrambi i Paesi».

La telefonata Trump-Xi

Scendendo nel dettaglio, il capo della Casa Bianca ha aggiunto che «non dovrebbero più esserci dubbi sulla complessità dei prodotti derivati dalle terre rare. I nostri rispettivi team si incontreranno a breve in una sede da definire. Saremo rappresentati dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, dal Segretario al Commercio Howard Lutnick e dal Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer.

Durante la conversazione, il Presidente Xi ha cortesemente invitato me e la First Lady a visitare la Cina, e io ho ricambiato. Come Presidenti di due Grandi Nazioni, è un’iniziativa che entrambi non vediamo l’ora di prendere. La conversazione si è concentrata quasi interamente sul COMMERCIO. Non si è parlato di Russia/Ucraina o dell’Iran. Informeremo i media sulla programmazione e sul luogo del prossimo incontro».

Pechino ha fatto seguire la sua versione, attraverso la Xinhua, secondo cui Xi ha detto a Trump che è necessaria un’inversione di tendenza nei rapporti bilaterali. «Correggere la rotta della grande nave delle relazioni sino-americane ci impone di manovrare bene e stabilire la direzione, soprattutto per eliminare ogni tipo di interferenza e persino di distruzione, il che è particolarmente importante».

Di cosa hanno parlato Trump e Xi Jinping

Il presidente cinese ha sollecitato il collega americano a «gestire la questione di Taiwan con cautela», per evitare che «i separatisti indipendentisti di Taiwan trascinino Cina e Stati Uniti verso il pericolo di conflitti e scontri». Quindi ha chiesto rassicurazioni sul trattamento degli studenti cinesi nelle università degli Stati Uniti.

Seduto nello Studio Ovale col cancelliere tedesco Merz, Trump ha commentato che «c’è una possibilità abbastanza buona di avere un ottimo accordo» con la Cina. «È piuttosto complesso, abbiamo avuto un’ottima conversazione. Abbiamo risolto dei punti ma dovremo andare avanti per un po’. Risolveremo alcune questioni, che hanno a che fare per lo più con le terre rare e i magneti». Quindi ha sminuito lo scontro sulla revoca dei visti: «Gli studenti cinesi stanno venendo, nessun problema. Un onore averli. Francamente, vogliamo avere studenti stranieri ma vogliamo controllarli».

Come d’abitudine, dunque, Trump ne ha fatto soprattutto una questione transazionale legata agli scambi commerciali. Xi ha invece insistito sulle divergenze geopolitiche, richiedendo quindi un negoziato più complessivo e perciò più complicato. Resta da vedere ora se la delegazione americana, centrata sugli aspetti economici, avrà la capacità e il mandato per concluderlo.

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