ROMA – In ua Italia in cui il rischio idrogeologico interessa il 93,9% dei Comuni, tra frane, alluvioni o erosione costiera, e il 40% degli edifici si trova in zone sismiche medio alte, solo il 6% della famiglie ha assicurato la propria casa. E fanno peggio le imprese, che risultano assicurate solo nel 5% dei casi. A spiegarlo è il presidente dell'Ania – Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici Giovanni Liverani, ascoltato in audizione dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario.
Dopo la recente introduzione dell'obbligo di assicurazione per le imprese, giudicata "una risposta importante e coraggiosa", Liverani ritiene dunque "fondamentale aprire una riflessione approfondita su come arrivare a proteggere il …
ROMA – In ua Italia in cui il rischio idrogeologico interessa il 93,9% dei Comuni, tra frane, alluvioni o erosione costiera, e il 40% degli edifici si trova in zone sismiche medio alte, solo il 6% della famiglie ha assicurato la propria casa. E fanno peggio le imprese, che risultano assicurate solo nel 5% dei casi. A spiegarlo è il presidente dell'Ania – Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici Giovanni Liverani, ascoltato in audizione dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario.
Dopo la recente introduzione dell'obbligo di assicurazione per le imprese, giudicata "una risposta importante e coraggiosa", Liverani ritiene dunque "fondamentale aprire una riflessione approfondita su come arrivare a proteggere il patrimonio immobiliare anche delle abitazioni residenziali".
L'idea è quella di utilizzare lo strumento della delega contenuta nella legge Ricostruzione.
Infatti, "benché la casa rappresenti una componente rilevantissima della ricchezza delle famiglie italiane e circa l'80% dei concittadini abitino in una casa di proprietà o in usufrutto, la percentuale degli immobili coperti da assicurazione per i rischi di calamità naturale è solo del 6%.
Un evento naturale di impatto rilevante, in questo caso, non sarebbe soltanto di grande portata per il tessuto economico e produttivo ma, in assenza di adeguate coperture finalizzate alla riparazione e ricostruzione, determinerebbe una profonda crisi di natura sociale. Le esperienze di alcuni grandi Paesi esteri segnalano percentuali di copertura molto più elevate e indicano alcune soluzioni di natura assicurativa e riassicurativa percorribili per favorire a costi ragionevoli la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare degli italiani". "Il messaggio è chiaro: - ha puntualizzato - l'assicurazione non è una tassa occulta, ma uno scudo di protezione utile e lasciatemi dire a volte necessario".