MILANO – Nonostante l’inasprimento delle sanzioni e l’aumento dei controlli, più di un italiano su tre continua a utilizzare siti pirata che si confermano, tra gli adulti, la principale modalità di fruizione di contenuti audiovisivi e sportivi. Un giro d’affari mancato che si stima intorno ai 2,2 miliardi di euro, a cui corrisponde una perdita di Pil stimata in 904 milioni. Pesante anche il bilancio sul mercato del lavoro, con 12.100 posti a rischio nell’indotto.
È il calcio a trainare la pirateria sportiva
A tirare le fila sono i dati Fapav-Ipsos presentati alla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia. Nel 2024, il 38% degli adulti italiani ha commesso almeno un atto di pirateria per guardare film (29%), serie e fiction (23%), programmi televisivi …
MILANO – Nonostante l’inasprimento delle sanzioni e l’aumento dei controlli, più di un italiano su tre continua a utilizzare siti pirata che si confermano, tra gli adulti, la principale modalità di fruizione di contenuti audiovisivi e sportivi. Un giro d’affari mancato che si stima intorno ai 2,2 miliardi di euro, a cui corrisponde una perdita di Pil stimata in 904 milioni. Pesante anche il bilancio sul mercato del lavoro, con 12.100 posti a rischio nell’indotto.
È il calcio a trainare la pirateria sportiva
A tirare le fila sono i dati Fapav-Ipsos presentati alla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia. Nel 2024, il 38% degli adulti italiani ha commesso almeno un atto di pirateria per guardare film (29%), serie e fiction (23%), programmi televisivi (22%) e sport live (15%). Dati sostanzialmente rimasti stabili rispetto al 2023. Tra gli amanti dello sport, è il calcio quello maggiormente seguito attraverso streaming illegali, seguito dai gran premi di Formula 1, dal tennis e dalla Moto Gp.
Calano gli atti di pirateria, “la legge ad hoc funziona”
A diminuire sono, invece, gli atti di pirateria compiuti, circa 295 milioni nel corso del 2024, il 18% in meno rispetto al 2023 e oltre la metà del 2016, primo anno della rilevazione. Elena Maccanti, deputata della Lega, attribuisce alla legge antipirateria – di cui è prima firmataria – questo successo. Oggi la piattaforma Piracy Shield è in grado di bloccare entro 30 minuti la messa online di contenuti illegali. Per il momento è attiva solo per lo sport live, ma presto il suo raggio d’azione dovrebbe allargarsi a film e serie.
Si parte dallo sport perché il settore, come ricorda il ministro dell’Economia Giorgetti, genera oltre 24 miliardi l'anno, pari all'1,38% del Pil, e occupa circa 400.000 persone. “La pirateria sottrae risorse vitali, penalizza chi investe in modo legale, dalle federazioni club, dai broadcaster alle imprese e ai lavoratori, e frena le potenzialità di sviluppo dell'intero settore”, spiega il capo del Tesoro. “Il contrasto alla pirateria non è solo una battaglia di principio, è una condizione necessaria per garantire futuro e attrattività al nostro sport, ai nostri talenti e alle imprese che vi operano”.
De Siervo: “Pirateria toglie fondi al calcio e alla Nazionale”
Da dentro il settore, c’è chi lega la pirateria alle prestazioni degli stessi club e degli azzuri. Luigi De Siervo, ad della Lega Serie A, parla di oltre 300 milioni di indotti persi ogni anno: “Tutti si chiedono perché manchino i talenti in nazionale, parte del motivo è perché mancano fondi per investire su giovani e impianti e che il calcio perde anche con la pirateria. L'inasprimento delle pene per gli utilizzatori finali e per chi commercializza il pezzotto dovrebbero portare a un cambio culturale”.