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Detrazioni per spingere l’occupazione delle donne. L’idea di Giorgetti per la manovra

GIANCARLO GIORGETTI, MINISTRO ECONOMIA (ansa)

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Allo studio misure fiscali specifiche e una riforma dell’Isee per contrastare la denatalità e favorire il lavoro femminile
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ROMA – Detrazioni fiscali su misura per aumentare l’occupazione femminile. È l’ipotesi a cui sta lavorando il governo. Lo ha rivelato ieri Giancarlo Giorgetti in audizione parlamentare. Il fisco è neutrale per definizione rispetto al genere, ha premesso il ministro dell’Economia. Il contrario d’altronde sarebbe incostituzionale. Ma può essere corretto con strumenti mirati: «Difficile operare solo con la leva fiscale generale, riducendo le aliquote Irpef. Possono però essere previste alcune specifiche detrazioni che indirettamente influenzano l’offerta di lavoro femminile». Più donne al lavoro, più Pil e anche più figli. Questo dicono gli studi. Questo vorrebbe fare il governo Meloni.

Cambia l’Isee

L’idea non è nuova. L’esecutivo di destra, sin dal suo insediamento, si…

ROMA – Detrazioni fiscali su misura per aumentare l’occupazione femminile. È l’ipotesi a cui sta lavorando il governo. Lo ha rivelato ieri Giancarlo Giorgetti in audizione parlamentare. Il fisco è neutrale per definizione rispetto al genere, ha premesso il ministro dell’Economia. Il contrario d’altronde sarebbe incostituzionale. Ma può essere corretto con strumenti mirati: «Difficile operare solo con la leva fiscale generale, riducendo le aliquote Irpef. Possono però essere previste alcune specifiche detrazioni che indirettamente influenzano l’offerta di lavoro femminile». Più donne al lavoro, più Pil e anche più figli. Questo dicono gli studi. Questo vorrebbe fare il governo Meloni.

Cambia l’Isee

L’idea non è nuova. L’esecutivo di destra, sin dal suo insediamento, si è posto il tema della denatalità. E l’obiettivo di legislatura di un “quoziente famigliare” per contrastarla: tasse più basse per chi ha figli. Per ora però la grande riforma fiscale è stata rimpiazzata da una serie di bonus. Un riordino delle misure esistenti, calibrate in base a un Isee che lo stesso ministro vorrebbe riformare per renderlo più a misura di famiglia («C’è un tavolo a Palazzo Chigi che ci lavora», ha detto Giorgetti ieri), potrebbe consentire un salto di qualità.

Quoziente famigliare a tappe

Non ci sono dettagli per il nuovo intervento. Ma i tempi per la quarta legge di bilancio del governo Meloni si avvicinano. E l’idea di nuovi strumenti fiscali che accompagnino le donne nel percorso di autonomia rappresenta un’ipotesi concreta sul tavolo. In particolare, si guarda alla possibilità di introdurre in modo graduale forme di quoziente familiare. A partire proprio da un meccanismo che sostituisce le detrazioni individuali con una scala parametrata alla composizione del nucleo. Abbinato alla disponibilità di servizi educativi 0-6 anni «accessibili, continui e di qualità».

La giungla di bonus: quali resteranno?

Su questi due filoni si muove il ministero dell’Economia. Alcuni aiuti alla famiglia esistono già. Dalle detrazioni per le spese di asilo nido al bonus nido, dalla deducibilità dei contributi pagati a colf e badanti alla detrazione per l’assistenza a persone non autosufficienti.

Negli ultimi due anni, ricorda Giorgetti, sono state introdotte misure strutturali: l’esonero contributivo per le lavoratrici con almeno due figli, l’assegno unico potenziato, il bonus bebè da mille euro per chi ha Isee basso, le detrazioni Irpef in base ai figli a carico, l’estensione dei congedi parentali. Fare un passo ulteriore, capire cosa funziona e cosa no, riordinare e spingere ancora: questo il compito per le vacanze estive che si dà il governo.

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