Paolo Savona alla relazione Consob: "Su risiko e golden power vanno armonizzate le regole con l'Ue"
di Giovanni PonsMilano – La settima e ultima relazione del presidente Consob Paolo Savona è centrata sul grande tema della pericolosità delle criptovalute, che “mettono in dubbio la validità dell’attuale architettura istituzionale del mercato mobiliare e scardinano l’assetto esistente centrato sull’uso internazionale del dollaro degli Stati Uniti”. E possono portare a una crisi globale come quella innescata nel 2008 dai mutui subprime. “Non può sfuggire l’analogia che si va determinando con le radici della crisi finanziaria del 2008 dovuta alla diffusione dei derivati complessi che contenevano crediti difficilmente rimborsabili (subprime) e causarono gravi conseguenze economiche, mettendo a rischio anche la sicurezza dello Stato”.
Savona, il golden power e le regole europee
Savona oltre a…
Milano – La settima e ultima relazione del presidente Consob Paolo Savona è centrata sul grande tema della pericolosità delle criptovalute, che “mettono in dubbio la validità dell’attuale architettura istituzionale del mercato mobiliare e scardinano l’assetto esistente centrato sull’uso internazionale del dollaro degli Stati Uniti”. E possono portare a una crisi globale come quella innescata nel 2008 dai mutui subprime. “Non può sfuggire l’analogia che si va determinando con le radici della crisi finanziaria del 2008 dovuta alla diffusione dei derivati complessi che contenevano crediti difficilmente rimborsabili (subprime) e causarono gravi conseguenze economiche, mettendo a rischio anche la sicurezza dello Stato”.
Savona, il golden power e le regole europee
Savona oltre a lanciare l’allarme sul funzionamento del sistema finanziario mondiale tocca anche i temi di grande attualità della finanza italiana, come il Golden power e le varie Ops che sono state lanciate nel settore bancario a partire dalla seconda metà del 2024. In particolare, sul tema del Golden power, secondo Savona la difficoltà risiede nella "crescente difficoltà di riconciliare i provvedimenti tra loro”. In gioco ci sono sia il Tuf (Testo unico della finanza) sia le norme nazionali varate per proteggere le economie europee dall’estero.
"L’interazione tra le regole del gioco di mercato e societarie stabilite dal Tuf e le norme sul Golden power presenta aspetti che richiedono di essere perfezionati e coordinati con le regole dei trattati europei”, scrive Savona, In Europa si sta discutendo la revisione del Regolamento su come vagliare un meccanismo rafforzato e armonizzato (screening) per prevenire e affrontare i rischi per la sicurezza derivanti dagli investimenti esteri diretti e indiretti.
Tutto ciò, però, non ha impedito, secondo Savona, alla Consob di fare il suo dovere nelle complicate partite in corso nel settore bancario, il cosiddetto risiko bancario con offerte pubbliche di acquisto e/oscambio lanciate che hanno generato 52 esposti o richieste di chiarimento. Per dirimere i quali Consob è ricorsa “63 volte ai poteri conoscitivi consentiti dall’art. 115 del Tuf, i cui risultati restano riservati, e 9 volte all’art. 114, che impone alle società di fornire al mercato informazioni puntuali”.
Difficile provare il concerto e l’insider trading
L’orientamento che sta emergendo nei processi civili, di estendere l’applicabilità del principio seguito dalla magistratura penale di non accettare nei processi prove indiziarie prive di una ragionevole fondatezza delle accuse rende difficile perseguire comportamenti come l’insider trading o il concerto tra operatori. «Una mancata precisazione di questo aspetto potrebbe indebolire l’efficacia dell’attività di vigilanza e indagine della Consob, ad esempio sull’insider trading e sul concerto tra operatori, che peraltro in Europa presenta modalità divergenti da appianare», scrive Savona nella sua relazione.
Il nodo Euronext
Il presidente della Consob ha toccato anche il problema della Borsa Italiana inglobata nel sistema Euronext dicendo che il «governo allora in carica, che non ha esplicitato con chiarezza se la gestione delle sette borse che compongono la holding olandese permette al management del gruppo di seguire una logica puramente allocativa di tipo strettamente economico o se è richiesta la tutela indipendente degli interessi di ciascuna borsa nazionale per creare un mercato che mantenga, come taluni richiedono, il risparmio nel territorio in cui si forma».
Per risolvere questo problema, secondo Savona, ci vuole «un impegno politico congiunto tra Stati presenti indirettamente nell'azionariato, possibilmente inquadrato nel processo per la creazione dell'Unione europea dei mercati dei capitali e per l'ancora più ambizioso varo dell'Unione europea dei risparmi e degli investimenti, indispensabili per completare il mercato unico dei beni con propria moneta». Ma queste iniziative stentano a decollare.
Gli europei devono utilizzare di più l’euro
Savona conclude che l’Europa dovrebbe attivarsi maggiormente per risolvere questi problemi, «basterebbe che gli europei usassero solo l’euro digitale per il loro interscambio, che lo standard internazionale della moneta europea si accrescerebbe, non tanto per perseguire una posizione di vantaggio rispetto al dollaro, ma per indurre gli Stati Uniti a sedersi a un tavolo al fine di ripristinare la cooperazione internazionale indispensabile per la crescita globale»