“Un salvadanaio previdenziale alla nascita”: la proposta della Covip. E i fondi pensione crescono
a cura della redazione EconomiaROMA – Da un lato c’è un “salvadanaio previdenziale” alla nascita, per iscrivere i minori alle forme di previdenza complementare e “finanziare anche percorsi di studio”. Dall’altro l'istituzione di un “arbitro previdenziale, per accrescere la fiducia nel sistema previdenziale”. Sono le proposte lanciate da Mario Pepe, da due mesi presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) e già deputato eletto con il Popolo della libertà nella XVI legislatura.
Secondo Pepe, inoltre, "per migliorare la capacità contributiva di coloro che si trovano in una situazione lavorativa e reddituale meno agiata, e che pure più avrebbero bisogno di tutela nell'età anziana, si potrebbe valutare di trasformare, nei primi ann…
ROMA – Da un lato c’è un “salvadanaio previdenziale” alla nascita, per iscrivere i minori alle forme di previdenza complementare e “finanziare anche percorsi di studio”. Dall’altro l'istituzione di un “arbitro previdenziale, per accrescere la fiducia nel sistema previdenziale”. Sono le proposte lanciate da Mario Pepe, da due mesi presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) e già deputato eletto con il Popolo della libertà nella XVI legislatura.
Secondo Pepe, inoltre, "per migliorare la capacità contributiva di coloro che si trovano in una situazione lavorativa e reddituale meno agiata, e che pure più avrebbero bisogno di tutela nell'età anziana, si potrebbe valutare di trasformare, nei primi anni di partecipazione al fondo pensione, la deducibilità dei contributi in una contribuzione di ingresso".
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I numeri
Le proposte vengono messe sul tavolo in occasione della relazione annuale presentata dallo stesso Pepe, nella quale la Covip evidenzia lo sprint del patrimonio che fa capo alle Casse di previdenza, salito nel 2024 a quota 124,7 miliardi di euro a valori di mercato, in crescita dai 114 miliardi dell’anno precedente. Al balzo in avanti da 10 miliardi, si legge nella relazione della Covip, "hanno contribuito, oltre che il saldo tra contributi incassati e prestazioni erogate, l'andamento positivo dei mercati finanziari", specie di quelli azionari. Investiti dagli enti nell'economia italiana 46,5 miliardi (il 37,3% dei beni globali, -1,3% in un anno), dai Fondi pensione 40,1 miliardi (il 19,3% sui 243,4 miliardi totali).
Le risorse accumulate presso le forme complementari sono pari a "243,4 miliardi" nel 2024, con un progresso, rispetto all'anno precedente, dell'8,5%, derivante "per circa due terzi dal risultato degli investimenti, per un terzo dal saldo contributi-prestazioni", scrivono ancora dalla Covip. A questi numeri segue il dato sugli iscritti alla previdenza integrativa: quasi 10 milioni, il 4% in più del 2023.
Le riforme
Il presidente della Covip chiede di rimuovere l'attuale obbligo di convertire in rendita vitalizia almeno il 50% della posizione individuale, riservando alla prestazione in capitale un ruolo marginale. Oggi c'è una netta preferenza per la prestazione in forma di capitale. “Tenendo conto anche di esperienze internazionali su questo profilo, oltre alla rendita vitalizia andrebbero dunque consentite altre opzioni di pay-out, maggiormente in grado di incontrare le preferenze osservate”. Pepe quindi aggiunge: "L'autorità ravvisa l'opportunità di consentire direttamente al fondo pensione di erogare la prestazione pensionistica sotto forma di prelievi programmati (senza il coinvolgimento delle assicurazioni) in analogia con quanto avviene per la 'Rita'", la prestazione anticipata per ricevere parte del capitale accumulato con una tassazione agevolata.
I vantaggi
"Al raggiungimento dei requisiti di pensionamento si potrebbe, ad esempio, prevedere un'opzione che consenta all'iscritto di effettuare, a fronte del mantenimento del montante maturato nel fondo, prelievi parziali successivi. Gli importi prelevabili potrebbero essere in cifra fissa, assumendo le caratteristiche di una rendita temporanea erogata dal fondo pensione, ovvero liberamente determinabili. In entrambi i casi non dovrebbero essere consentiti prelievi superiori a un importo massimo annuale commisurato alla vita attesa residua, confermando quindi il ruolo di protezione della previdenza integrativa nelle età anziane. La gradualità dei prelievi – sottolinea il presidente della Covip – consentirebbe peraltro di continuare a beneficiare dei risultati della gestione delle risorse e, di fatto, aumenterebbe l'orizzonte temporale dell'investimento dell'iscritto".
Nel corso della fase di decumulo, in caso di premorienza, "il capitale non ancora prelevato rimarrebbe a beneficio degli aventi diritto; ciò aumenterebbe l'interesse alla partecipazione. A oggi, in caso di scelta della rendita vitalizia pura, la stessa verrebbe erogata esclusivamente all'avente diritto e per la durata in vita del medesimo".