ROMA – Ripartono i tavoli dei rinnovi contrattuali. Di sicuro si sblocca quello dei metalmeccanici, dopo cinque scioperi generali delle tute blu, l’ultimo una settimana fa. Buone possibilità anche per telecomunicazioni e multiservizi. Una notizia importante che arriva nel primo incontro dopo anni di silenzio – dai protocolli Covid – tra le parti sociali.
Ripartire dal Patto della fabbrica
Ieri il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha ricevuto nella foresteria di via Veneto per quasi tre ore i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri. Un confronto atteso, invocato e largo. Tanti temi sul tavolo, tre direttrici: sicurezza e salute sul lavoro, relazioni industriali e politiche industriali. Ma soprattutto un obiettivo, per o…
ROMA – Ripartono i tavoli dei rinnovi contrattuali. Di sicuro si sblocca quello dei metalmeccanici, dopo cinque scioperi generali delle tute blu, l’ultimo una settimana fa. Buone possibilità anche per telecomunicazioni e multiservizi. Una notizia importante che arriva nel primo incontro dopo anni di silenzio – dai protocolli Covid – tra le parti sociali.
Ripartire dal Patto della fabbrica
Ieri il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha ricevuto nella foresteria di via Veneto per quasi tre ore i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri. Un confronto atteso, invocato e largo. Tanti temi sul tavolo, tre direttrici: sicurezza e salute sul lavoro, relazioni industriali e politiche industriali. Ma soprattutto un obiettivo, per ora sfumato: rivedere e potenziare il Patto della fabbrica del 2018, l’ultimo importante accordo tra i sindacati confederali e l’associazione degli industriali. Partire con il piede giusto era essenziale per tutti.
«Una giornata positiva» la definisce Orsini. «Abbiamo parlato di moltissimi temi. Anche di crescita, dazi, Europa. E soprattutto di sicurezza sul lavoro, il capitolo numero uno. Siamo fiduciosi che nei prossimi giorni si possa riattivare il contratto dei metalmeccanici. E costruiremo un percorso di altri incontri per affrontare tutto». L’agenda ancora non c’è. Ma i leader sindacali aprono al dialogo.
La campagna della Cgil
«Era un anno che chiedevamo questo incontro», dice Landini. «Si è riattivato un confronto. L’importante però non è come si parte, ma dove si arriva. C’è un Patto della fabbrica da applicare. La sicurezza si porta poi dietro il tema degli appalti e quello salariale». Non a caso, anche come seguito alla mobilitazione referendaria, la Cgil ieri ha lanciato una nuova campagna – “I diritti non si appaltano” – in sette lingue per informare i lavoratori in appalto e subappalto dei loro diritti contrattuali e aiutarli nelle vertenze. «Abbiamo scritto a Confindustria e agli altri datori. La battaglia per la legalità va fatta assieme».
Buoni anche i giudizi di Cisl e Uil. Fumarola invoca unità: «Il Paese ha bisogno di un fronte comune». Per Bombardieri «era meglio incontrarsi prima, ma il confronto è stato positivo».