MILANO – Mediobanca cala in Borsa dopo il collocamento da parte di Mediolanum del 3,5% dell’istituto presso investitori istituzionali. Ieri la banca guidata da Alberto Nagel ha perso il 4,2% a 18,9 euro, vale a dire 5 centesimi in più del piazzamento curato da Morgan Stanley, che lunedì notte per conto dell’istituto di Massimo Doris ha collocato oltre 29 milioni di titoli a 18,5 euro ciascuno.
Gli hedge si preparano alla partenza dell ‘Ops
Secondo fonti finanziarie una parte del pacchetto di Mediolanum sarebbe stato rilevato da investitori di lungo termine, ovvero quel tipo di fondi che finora ha sostenuto Nagel, ma la maggior parte sarebbe finita in mano agli hedge, che per natura fanno arbitraggi sulle offerte anche scommettendo su possibili rilanci. Fatto sta che se anche Mediolanum - primo socio del patto di consultazione sull’11,6% di Mediobanca - ha preferito fare un passo indietro, il fronte di chi sosteneva il management e l’indipendenza di Piazzetta Cuccia si va assottigliando. Non a caso ieri lo sconto dell’Ops di Mps su Mediobanca si è ridotto al 5,5% (pari a 900 milioni), dato che l’istituto guidato da Luigi Lovaglio è sceso “solo” del 2,41% a 7,04 euro.
A ore il via libera della Consob al prospetto
Tra oggi e domani dovrebbe poi arrivare il via libera della Consob al prospetto informativo dell’Ops, che a quel punto partirebbe il 14 luglio per chiudersi ai primi di settembre. Prima di allora, ovvero il 5 luglio, Mps annuncerà i risultati del primo semestre, da cui si saprà di più sullo stato di salute dell’istituto toscano. Intanto a fine marzo la banca di Lovaglio aveva una forte solidità patrimoniale, con un indice Cet 1 al 19,6% che, a detta degli investitori, lascia intendere che avrebbe le tasche abbastanza profonde per fare un rilancio.
Salvini: anche la Lega ha una banca
«Sono contento che oggi Mps sia al centro della scena economico-finanziaria italiana – ha detto ieri Matteo Salvini –. La Lega, ai tempi, era probabilmente l’unica che credeva che Mps avrebbe potuto dar vita a un terzo polo bancario mentre altri avevano provato a svenderla pensando di farne uno spezzatino con la chiusura di sportelli e rottamando dipendenti». Il vice premier non è nemmeno preoccupato per l’inchiesta in essere sul collocamento avvenuto a novembre da parte del Mef.
«Le inchieste non mi preoccupano a prescindere–ha aggiunto Salvini– Mps cresce, fa utili, investe, è attrattiva. Sono contento per i senesi, per i toscani, per gli italiani perché è un simbolo: è una banca che la sinistra aveva fatto di tutto per smantellare e torna a essere protagonista». Immediata la replica: «Salvini ha oggi certificato, non che ce ne fosse bisogno, che la scalata di Mps a Mediobanca sia una operazione politica di marca leghista – ha detto Benedetto Della Vedova di +Europa –. Giorgetti, primo azionista di Mps con il Mef prenda subito le distanze da Salvini, segretario del suo partito. Cerchi di spiegare che tutto quello che sta avvenendo è frutto del mercato, che lui sta garantendo l’assoluta e doverosa neutralità del governo e che il resto sono solo incredibili coincidenze. Se non lo vorrà fare, vorrà dire che insieme a Meloni sta giocando a fare il banchiere spregiudicato con le risorse dei contribuenti».