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Da Consob e Antitrust via libera all’offerta di Mps su Mediobanca

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Partenza il 14 luglio e possibile chiusura l’8 settembre. Lovaglio orientato a tenere la soglia minima al 45%
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MILANO – Se il maltempo ha cancellato la festa del Palio in Piazza del Campo a Siena, ieri i contradaioli si sono spostati in Piazza Salimbeni a festeggiare il via libera della Consob al prospetto informativo dell’Ops del Monte su Mediobanca, giunto in concomitanza con l’autorizzazione «incondizionata» da parte dell’Antitrust tricolore, all’acquisto del controllo di Piazzetta Cuccia.

L’Ops partirà il 14 luglio per concludersi a settembre

E così l’offerta che era stata annunciata lo scorso 24 gennaio, e che propone ai soci Mediobanca 2,533 titoli della banca più antica d’Italia (fondata nel 1472) per ognuno posseduto, potrà quindi partire il prossimo 14 luglio per concludersi l’8 settembre. Questo sempre ammesso, e non concesso, che Mps non chieda di prolungare i termini, sia perché l’operazione attraversa i 40 giorni di Borsa dove gli scambi sono più sottili, sia perché sono in molti a scommettere che alla fine l’istituto toscano potrebbe anche ritoccare al rialzo il prezzo. Ieri un…

MILANO – Se il maltempo ha cancellato la festa del Palio in Piazza del Campo a Siena, ieri i contradaioli si sono spostati in Piazza Salimbeni a festeggiare il via libera della Consob al prospetto informativo dell’Ops del Monte su Mediobanca, giunto in concomitanza con l’autorizzazione «incondizionata» da parte dell’Antitrust tricolore, all’acquisto del controllo di Piazzetta Cuccia.

L’Ops partirà il 14 luglio per concludersi a settembre

E così l’offerta che era stata annunciata lo scorso 24 gennaio, e che propone ai soci Mediobanca 2,533 titoli della banca più antica d’Italia (fondata nel 1472) per ognuno posseduto, potrà quindi partire il prossimo 14 luglio per concludersi l’8 settembre. Questo sempre ammesso, e non concesso, che Mps non chieda di prolungare i termini, sia perché l’operazione attraversa i 40 giorni di Borsa dove gli scambi sono più sottili, sia perché sono in molti a scommettere che alla fine l’istituto toscano potrebbe anche ritoccare al rialzo il prezzo. Ieri una nota di Mps precisava infatti che il pagamento in azioni di chi aderisce all’offerta «verrà corrisposto alla data di pagamento del 15 settembre, salvo proroga».

Nel frattempo, proprio in mezzo ai termini dell’offerta, ovvero il prossimo 5 agosto l’istituto guidato da Luigi Lovaglio approverà i conti della semestrale, da cui emergerà una fotografia più aggiornata dello stato di salute della banca. Detto questo, a fine marzo, ovvero con la chiusura del primo trimestre, Mps era una delle banche più solide di Piazza Affari, con un indice Cet1 al 19,6%. Un fattore, che secondo gli investitori, lascia presagire che Lovaglio abbia le tasche abbastanza profonde anche per fare un rilancio in contanti. Del resto dopo il via libera incondizionato al raggiungimento di determinate soglie della Bce e quello dell’Antitrust, l’ok della Consob, che deve solo verificare la correttezza della documentazione, era abbastanza scontato.

Il patto di consultazione di Mediobanca scende sotto l’8%

Intanto il patto di consultazione di Mediobanca si assottiglia sotto l’8%, dopo l’uscita di Mediolanum (3,5%), ieri c’è stato un ulteriore disimpegno del gruppo Gavio (che a fine giugno aveva lo 0,62% e ora avrebbe una piccola quota). Detto questo il patto dell’istituto guidato da Alberto Nagel non è vincolante, e i soci potrebbero continuare a vendere sul mercato, o in teoria anche aderire all’offerta del Monte.

Secondo fonti finanziarie nel prospetto ci sarebbe una soglia minima di adesione inferiore al 50% (si parla del 45%), ma Mps potrebbe già contare su un 40-42% di Mediobanca (tra cui il 19,9% di Delfin, il 9,9% di Caltagirone, un 5% delle casse previdenziali e il 2,1% di Edizione), ovvero quella stessa fetta di azionisti che all’assemblea per l’Ops di Banca Generali convocata per il 16 giugno, poi rinviata al 25 settembre, parevano orientati ad astenersi o a votare contro. Da allora il titolo Mediobanca ha perso gradatamente terreno, e ieri nell’attesa all’ok di Consob - giunto a Borsa chiusa- ha ceduto un altro 2,14% a 18,5 euro, mentre Mps è scesa dello 0,26% a 7,03 euro.

E così ieri lo sconto tra l’Ops e i prezzi di Borsa si è ridotto al 3,7% (o 600 milioni di controvalore) e potrebbe affievolirsi ancora in vista della partenza dell’offerta. In questi ultimi giorni, infatti, molti fondi hedge, che fanno arbitraggio tra i concambi, avrebbero preso posizione, rilevando anche buona parte di quel 3,5% di Mediolanum piazzato sul mercato da Morgan Stanley.

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