Le 80 tonnellate d’oro di Ardoino (Tether): in Svizzera parte il toto-bunker del tesoro
di Franco ZantonelliLUGANO – Le criptovalute sono oro che luccica. Soprattutto dopo l’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, la cui campagna elettorale è stata in parte finanziata dalle società operanti nel campo del denaro virtuale. Ora si scopre che uno dei re delle criptovalute, il 41 enne di origine ligure, Paolo Ardoino, ceo di Tether, azienda che ha fondato con un altro italiano, il torinese Giancarlo Devasini, ha accantonato in Svizzera un malloppo di ben 80 tonnellate d’oro. Dimostrando una volta di più un notevole acume finanziario se consideriamo che, ormai, un’oncia d’oro vale più di 3000 dollari. Ovvero un aumento del 27% del suo valore, negli ultimi 12 mesi.
Ardoino, che vive tra Lugano, dove è in ottimi rapporti con il sindaco leghista Michele Foletti, e il Salvador, il Pa…
LUGANO – Le criptovalute sono oro che luccica. Soprattutto dopo l’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, la cui campagna elettorale è stata in parte finanziata dalle società operanti nel campo del denaro virtuale. Ora si scopre che uno dei re delle criptovalute, il 41 enne di origine ligure, Paolo Ardoino, ceo di Tether, azienda che ha fondato con un altro italiano, il torinese Giancarlo Devasini, ha accantonato in Svizzera un malloppo di ben 80 tonnellate d’oro. Dimostrando una volta di più un notevole acume finanziario se consideriamo che, ormai, un’oncia d’oro vale più di 3000 dollari. Ovvero un aumento del 27% del suo valore, negli ultimi 12 mesi.
Ardoino, che vive tra Lugano, dove è in ottimi rapporti con il sindaco leghista Michele Foletti, e il Salvador, il Paese del Centro America che ospita la sede di Tether, è accreditato da Forbes di una fortuna di 9,7 miliardi di dollari. Quanto all’oro stoccato in Svizzera si trova in un caveau che è “il più sicuro al mondo”. Parole dello stesso ceo di Tether, in una dichiarazione raccolta da Bloomberg, che per prima ha dato notizia del tesoro della società di stablecoin guidata dal duo Ardoino-Devasini. Duo che, tra l’altro, figura tra gli azionisti di minoranza della Juventus.
I nuovi miliardari delle criptovalute, ancora fino a un anno fa guardati con non poco sospetto, sono ormai entrati nel salotto buono del mondo finanziario che conta. E non per niente le 80 tonnellate d’oro, il cui valore sfiora i 7 miliardi di dollari, rivaleggiano in portafoglio di metalli preziosi con quello della banca Ubs. Ma dove si trova quella cassaforte che, come ha detto Paolo Ardoino “è la più sicura al mondo"? Il quotidiano Blick di Zurigo un’idea se l’è fatta e punta su uno degli ex-bunker militari, dismessi progressivamente dall’esercito svizzero, dopo la fine della Guerra Fredda.
Quei bunker si trovano sull’arco alpino elvetico, in particolare sul massiccio del San Gottardo, e sarebbero serviti da ultimo ridotto in caso di attacco sovietico e, da alcuni anni, servono per stoccare dati o, appunto, tesori in oro e gioielli. Al riguardo Ardoino non si esprime. Tuttavia, se le 80 tonnellate d’oro si trovassero in uno di quei bunker, potrebbero non essere così al sicuro come ritiene il ceo di Tether. Con i venti di guerra che incombono sull’Europa l’esercito svizzero si sta, infatti, riarmando massicciamente, ed i suoi vertici stanno pensando di riportare alla funzione originaria, quindi a quella di ridotto alpino, tutti quei sotterranei scavati nella montagna.