Economia

Huawei supera Apple e Xiaomi in Cina: lo stop della tecnologia Usa non frena la corsa del colosso

Huawei supera Apple e Xiaomi in Cina: lo stop della tecnologia Usa non frena la corsa del colosso

L’azienda di Shenzhen ha mantenuto una quota di mercato del 18,1% e ha saputo rialzarsi nonostante le restrizioni americane connuovi smartphone, nuovi chip e un nuovo sistema operativo completamente fatto in casa

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PECHINO - Huawei si riprende lo scettro. Dopo più di quattro anni, il colosso di Shenzhen torna leader nel mercato degli smartphone in Cina, superando i rivali locali Vivo e Oppo. Nuovi design e nuovi software hanno attirato nuovi consumatori, in un mercato che dà segni di rallentamento. Secondo i dati di Idc (International data corporation), nel secondo trimestre Huawei ha mantenuto una quota di mercato del 18,1%, mentre Vivo e Oppo hanno registrato un calo, attestandosi rispettivamente al 17,3% e al 15,5%. A seguire Xiaomi (15,1%) e l’unica compagnia non cinese, cioè Apple, con il 13,9% (risultato leggermente migliore per l’azienda di Cupertino rispetto al 13,5% dello stesso periodo dello scorso anno).

Il gigante di Shenzhen ha dimostrato dunque una maggiore resilienza rispetto ai concorrenti, il tutto mentre le spedizioni complessive in Cina di smartphone sono diminuite del 4% a 69 milioni di unità. Secondo Arthur Guo, analista di Idc, la fiducia dei consumatori cinesi rimane debole a causa “di un contesto economico che presenta sfide continue. Ciò suggerisce che un aumento significativo della domanda di smartphone è improbabile nell'immediato e che il mercato si troverà ad affrontare uno scenario più complesso nella seconda metà dell’anno”.

Al centro della prima guerra commerciale tra Usa e Cina durante il primo mandato di Donald Trump, nonostante le restrizioni imposte negli ultimi anni dagli Stati Uniti, Huawei ha saputo rialzarsi: sviluppando nuovi smartphone, nuovi chip e un nuovo sistema operativo completamente fatto in casa, Harmony. Huawei aveva iniziato a sviluppare Harmony nel 2019. L’anno precedente Donald Trump aveva fatto pressing sugli alleati affinché sbarrassero le loro porte al colosso cinese, accusato di spionaggio per conto di Pechino.

Poi, nel ’19, gli Stati Uniti inseriscono Huawei nella "entity list" del Dipartimento del Commercio. Chi ci finisce dentro deve avere l'ok del governo americano per acquistare componenti Made in Usa. L’amministrazione Biden ha poi inasprito ancor di più quei controlli: nel gennaio del 2023 ha smesso di fornire alle aziende statunitensi licenze per l'esportazione a Huawei. Le sanzioni statunitensi hanno così tagliato l'accesso di Huawei a Google Mobile Services e hanno spinto il gruppo a lanciare la sua prima versione di Harmony, che Huawei spera di imporre come terzo sistema operativo mobile principale accanto a iOS di Apple e Android di Google.

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