Economia

Nuovo tonfo per Tesla. Musk spera nella Model Q, l’auto low cost che migliorerà vendite e conti

Elon Musk con il presidente Trump in campagna elettorale
Elon Musk con il presidente Trump in campagna elettorale (afp)

Gli utili in calo del 16% nel secondo trimestre, vendite giù del 33% in Europa. I cinesi di Saic Motor sorpassano il gruppo americano nel Vecchio continente. Le due cause delle difficoltà: concorrenza di Pechino e troppa politica per il fondatore

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ROMA – Un altro tonfo per Tesla. La casa fondata da Elon Musk ha registrato un ulteriore calo negli utili trimestrali causa il continuo calo delle vendite. Per il secondo trimestre sono pari a 1,2 miliardi di dollari, in calo del 16% rispetto all'anno precedente. Tra aprile e giugno, ha registrato un fatturato di 22,50 miliardi di dollari, meno 12% su base annua. E per riprendere le vendite la società sta studiando nuovi modelli a prezzi più contenuti. Un’auto Tesla che, rispetto a quelle in produzione, si potrebbe definire low cost, ma con una buona dose di IA dovrebbe uscire a breve. Si tratta della Model Q. Nella lettera agli investitori che accompagna i risultati, Tesla sembra voler reagire alla situazione proprio con queste nuove vetture. Afferma di continuare ad "ampliare l'offerta di veicoli, includendo le prime produzioni di un modello più economico, con una realizzazione in serie prevista per la seconda metà del 2025".

Secondo gli ultimi dati di Jato Dynamics, in Europa Tesla ha registrato il secondo calo più significativo della quota di mercato nel primo semestre del 2025, passando dal 2,4% del primo semestre del 2024 all'1,6%. Tesla ha perso posizioni nella classifica per gruppo a favore di Saic Motor, proprietaria di MG, che ha superato Tesla per la prima volta nelle vendite. La casa automobilistica cinese ha aumentato i volumi del 22%, raggiungendo le 162.153 unità, rispetto a un calo del 33% registrato da Tesla nei sei mesi, che ha raggiunto le 109.264 unità. Non è bastata la Model Y per recuperare terreno. Anche la concorrenza di Byd e di Volkswagen sta rendendo più difficile la vista per Tesla.

Le ragioni del tonfo della casa di Musk sono diverse. La crescente concorrenza nel settore dei veicoli elettrici, soprattutto con i brand cinesi, e le razioni negative al coinvolgimento di Musk nella politica statunitense, prima come sostenitore di Trump, ora come uno dei suoi più acerrimi oppositori. E tutto questo si è scaricato sui conti. L’uscita di scena, dopo le dimissioni dal Doge, il dipartimento taglia sprechi della nuova amministrazione statunitense, non ha prodotto effetti positivi. E poi Musk si è lanciato nella nuova avventura dell’America Party, l’alternativa a Democratici e Repubblicani.

Il produttore ha annunciato un utile rettificato di 40 centesimi per azione, nel secondo trimestre. Si notano comunque lievi miglioramenti finanziari tra il primo e il secondo trimestre del 2025: il margine lordo, indicatore di redditività attentamente monitorato, che si è attestato al 17,2% nel secondo trimestre, in calo rispetto al 18% dell'anno precedente, ma in aumento rispetto al 16,3% del primo trimestre. L'utile lordo è stato di 3,88 miliardi di dollari, in calo del 15,3% rispetto all'anno precedente, ma in miglioramento del 23% rispetto allo scorso trimestre, mentre il fatturato è diminuito dell'11,8% rispetto allo scorso anno, ma è aumentato del 16,3% rispetto allo scorso trimestre.

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