Il 28 luglio InfoCert ha messo Spid a pagamento, Aruba già da maggio scorso. In entrambi i casi, il costo scatta dal secondo anno. Sono solo due esempi ed è solo l’inizio. Un crescente numero di gestori Spid sta cominciando a mettere a pagamento un servizio nato come gratuito per norma. “Anche altri operatori potrebbero ora seguire l’esempio delle due società introducendo costi a carico dei titolari di identità digitale”, si legge in una nota di Assoutenti, come già spiegato dai gestori Spid a Repubblica.
Infocert, come anticipato da Repubblica, aveva chiarito il problema: tutti i gestori erogano il servizio in perdita, da sempre. Non sono ancora arrivati i 40 milioni di fondi pubblici promessi loro da due anni. Che deve fare l’utente in quest…
Il 28 luglio InfoCert ha messo Spid a pagamento, Aruba già da maggio scorso. In entrambi i casi, il costo scatta dal secondo anno. Sono solo due esempi ed è solo l’inizio. Un crescente numero di gestori Spid sta cominciando a mettere a pagamento un servizio nato come gratuito per norma. “Anche altri operatori potrebbero ora seguire l’esempio delle due società introducendo costi a carico dei titolari di identità digitale”, si legge in una nota di Assoutenti, come già spiegato dai gestori Spid a Repubblica.
Infocert, come anticipato da Repubblica, aveva chiarito il problema: tutti i gestori erogano il servizio in perdita, da sempre. Non sono ancora arrivati i 40 milioni di fondi pubblici promessi loro da due anni. Che deve fare l’utente in questa circostanza? Chiariamo subito che avere Spid gratis è ancora possibile. Ma non è facile. Chi ha già Spid con uno dei provider diventati a pagamento è fortemente invogliato quindi a pagare quel piccolo obolo piuttosto che attivare una nuova identità con altro gestore. Per di più, ci sono due costi: uno di attivazione, che si applica a molte delle modalità previste per avere Spid (in genere le più comode) e, più di recente, come detto, un canone di abbonamento.
Quali sono i costi di Spid
Il rinnovo con Aruba e Infocert costa 5,98?euro iva inclusa, con il rinnovo che avviene solo su consenso esplicito dell’utente, senza addebito automatico (e sospensione del servizio in caso di mancata conferma). Al contrario, tutti gli altri provider SPID abilitati da AgID mantengono la gratuità del servizio per i cittadini privati, a livello di canone. Gratis anche l’attivazione se l’utente usa modalità base come la Carta d’Identità Elettronica (CIE), la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o la firma digitale. Tra questi provider figurano PosteID (Poste Italiane), Lepida, Namirial, Intesi Group, Sielte, EtnaID, ID InfoCamere, TIM ID e TeamSystem ID.
Spid, le offerte dei gestori per averlo gratis
PosteId permette l’attivazione gratis anche a chi ha un conto Bancoposta o Postepay. In genere chi ha la Cie può fare una comoda attivazione di Spid gratis, da remoto, con la webcam e già che sta scegliere un provider che per ora non fa pagare il canone. Ma chi ha la Cie potrebbe in teoria fare anche a meno di Spid perché accede ai servizi anche con quell’identità. Scomodo fare una Cie, invece, solo per evitare di pagare Spid: ci sono costi (circa 20 euro) e lunghi tempi di attesa nei Comuni.
Da valutare anche Lepida, che eccezionalmente consente di attivare gratis Spid a tutti via webcam (con un costo simbolico di un centesimo via bonifico). Vogliamo attivare di persona Spid? Sarà quasi sempre a pagamento, eccetto che in pochi uffici sul territorio (vedere quelli di Sielte, Lepida ad esempio). Un consiglio è andare sul sito ufficiale e trovare la modalità migliore per il nostro caso.
Cosa offrono i servizi a pagamento
Perché allora qualcuno dovrebbe pagare per SPID se esistono opzioni gratuite? I provider a pagamento offrono alcune comodità non sempre disponibili con quelli gratuiti. Innanzitutto la possibilità di essere identificati da remoto tramite webcam o video?selfie senza utilizzare Cie, appunto. In più, chi gestisce più utenze Spid o cerca supporto clienti di qualità potrebbe forse trovare nei gestori a pagamento un servizio migliore. Del resto, facendo pagare si stanno strutturando per renderlo sostenibile a livello economico.
Il punto è questo: la sostenibilità. A quanto risulta a Repubblica i provider Spid non hanno ancora firmato la convenzione con il governo per continuare il servizio. L’attuale convenzione scade il 9 ottobre. I soldi arriveranno – come comunicato dall’Agenzia Italia Digitale, l’ente governativo che gestisce il servizio – ma solo a piccole tranche. Se per ottobre i provider non saranno rassicurati dal governo su queste risorse, altri di loro scegliere di fare pagare il servizio.