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I dazi di Trump colpiscono anche Warren Buffett. A picco l’utile di Berkshire Hathaway

Pesano anche la svalutazione della partecipazione in Kraft Heinz, il calo del business assicurativo e il dollaro debole
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MILANO – I dazi di Trump colpiscono tutti, anche i multi miliardari come Warren Buffett. Berkshire Hathaway, conglomerato che fa capo al guru finanziario, ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con risultati deboli, complice l’impatto negativo delle tariffe statunitensi.

L’ennesimo avvertimento di Buffett

L’avversione di Buffett per i dazi di Trump è ormai cosa nota. Il magnate 94enne ha più volte criticato la politica commerciale del presidente americano, persino durante il discorso in cui ha annunciato le dimissioni dal ruolo di ceo del colosso alla fine del 2025. Non stupisce dunque che, nella nota sui conti, dal management del gruppo arrivi un severo avvertimento sui dazi e sul potenziale impatto sulle proprie attività.

“Il ritmo dei cambiame…

MILANO – I dazi di Trump colpiscono tutti, anche i multi miliardari come Warren Buffett. Berkshire Hathaway, conglomerato che fa capo al guru finanziario, ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con risultati deboli, complice l’impatto negativo delle tariffe statunitensi.

L’ennesimo avvertimento di Buffett

L’avversione di Buffett per i dazi di Trump è ormai cosa nota. Il magnate 94enne ha più volte criticato la politica commerciale del presidente americano, persino durante il discorso in cui ha annunciato le dimissioni dal ruolo di ceo del colosso alla fine del 2025. Non stupisce dunque che, nella nota sui conti, dal management del gruppo arrivi un severo avvertimento sui dazi e sul potenziale impatto sulle proprie attività.

“Il ritmo dei cambiamenti di questi eventi, comprese le tensioni derivanti dallo sviluppo delle politiche commerciali internazionali e delle tariffe, ha subito un'accelerazione nei primi sei mesi del 2025”, si legge nella relazione.

“Rimane una notevole incertezza sull’esito finale di questi eventi” ed “è ragionevolmente possibile che si verifichino conseguenze negative sulla maggior parte, se non su tutte, le nostre attività operative, nonché sui nostri investimenti in titoli azionari, che potrebbero incidere significativamente sui nostri risultati futuri”.

Utile netto più che dimezzato

Veniamo ai conti. Nel secondo trimestre, i profitti operativi della Berkshire - quelli delle attività interamente possedute dalla società, tra cui le assicurazioni e le ferrovie - sono scesi del 4% anno su anno a 11,16 miliardi. Più che dimezzato l’utile netto, che è passato da 30,3 a 12,4 miliardi. Nei primi sei mesi Berkshire ha poi ridotto il proprio vasto portafoglio azionario di 4,5 miliardi di dollari, inanellando l’undicesimo trimestre consecutivo di vendite.

Pesa la svalutazione di Kraft Heinz e il dollaro debole

Il crollo degli utili non è imputabile solo ai dazi. Berkshire ha svalutato una perdita di 3,8 miliardi di dollari dalla sua ampia partecipazione in Kraft Heinz, che da tempo non ha dato risultati soddisfacenti per il conglomerato.

Inoltre, dopo un 2024 particolarmente brillante, nel secondo trimestre 2025 sono rallentati gli utili del settore assicurativo, oscurando i risultati delle partecipazioni nelle ferrovie, nell'energia, nel manifatturiero, nei servizi e nel commercio al dettaglio.

Al netto del tasso di cambio del dollaro, tuttavia, l'utile operativo sarebbe stato in miglioramento: ma Berkshire ha debiti denominati in sterline, euro e yen che nelle relazioni trimestrali vengono rivalutati in dollari al tasso di cambio corrente.

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