Zangrillo: “Landini è più isolato”. La Cgil: “Siamo primi tra gli statali”
di Valentina ConteROMA – Landini sempre più isolato, fa politica e non sindacato». Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, è convinto di aver segnato un punto: dopo la Cisl, anche la Uil ha firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti pubblici, lasciando sola la Cgil. E nell’intervista di ieri a Repubblica di Pierpaolo Bombardieri, in cui il leader Uil rivendica il ruolo «riformista» del suo sindacato e denuncia l’eccessiva polarizzazione tra Cgil e Cisl, Zangrillo ci legge una conferma. «Per la prima volta nella storia repubblicana questo governo ha stanziato 20 miliardi di euro per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, coprendo tre tornate: 2022-2024, 2025-2027 e 2028-2030. Un impegno senza precedenti», dice alla festa di Forza Italia in Calabria. «Eppure c’è un signore, Landini, che continua a incitare alla rivolta sociale, si rifiuta di firmare e ripete che non ci sono risorse. È una narrazione falsa e ingiusta. Chi firma i contratti tutela i lavoratori. Chi non lo fa…
ROMA – Landini sempre più isolato, fa politica e non sindacato». Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, è convinto di aver segnato un punto: dopo la Cisl, anche la Uil ha firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti pubblici, lasciando sola la Cgil. E nell’intervista di ieri a Repubblica di Pierpaolo Bombardieri, in cui il leader Uil rivendica il ruolo «riformista» del suo sindacato e denuncia l’eccessiva polarizzazione tra Cgil e Cisl, Zangrillo ci legge una conferma. «Per la prima volta nella storia repubblicana questo governo ha stanziato 20 miliardi di euro per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, coprendo tre tornate: 2022-2024, 2025-2027 e 2028-2030. Un impegno senza precedenti», dice alla festa di Forza Italia in Calabria. «Eppure c’è un signore, Landini, che continua a incitare alla rivolta sociale, si rifiuta di firmare e ripete che non ci sono risorse. È una narrazione falsa e ingiusta. Chi firma i contratti tutela i lavoratori. Chi non lo fa è sempre più isolato».
La difesa della Cgil
Ma il neo segretario della Funzione pubblica della Cgil Federico Bozzanca non ci sta. E dice a Repubblica: «L’isolamento evocato da Zangrillo è una forzatura politica. I dati appena certificati delle elezioni nelle Rsu rivelano che la Cgil è il primo sindacato nei comparti pubblici. Lo era già nella scuola, università e ricerca. Ora anche nelle funzioni centrali, con uno storico sorpasso sulla Cisl, arrivato proprio subito dopo la firma della stessa Cisl al contratto per ministeri ed enti centrali che assicura il 6% di aumento a fronte del 17% di inflazione. Siamo il sindacato più votato e in crescita. E questo dimostra quanto lavoratrici e lavoratori abbiano apprezzato il no di Cgil, Uil e Usb alla proposta del contratto». Per questo Bozzanca è critico sulla firma della Uil, arrivata ora un po’ a sorpresa: «Non lo vivo come uno strappo, ma per me sui dirigenti pubblici sbagliano: allora che cosa facciamo tra qualche mese, quando si discuterà della dirigenza sanitaria? Diremo che i medici non meritano aumenti adeguati all’inflazione?».
La Cgil per Bozzanca è tutto fuorché isolata: «Nelle funzioni centrali abbiamo sorpassato la Cisl, nelle funzioni locali siamo primi e aumentiamo il distacco, in sanità siamo secondi, ma lo scarto si assottiglia», insiste. E attacca il governo sulle risorse: «Vanno subito anticipate quelle già previste per il triennio 2025-2027». La partita più delicata resta quella dei contratti degli enti locali, la “Cenerentola” del pubblico impiego. La Uil in questo caso è per il no, allineata alla Cgil. Bozzanca alza il tiro: «Per la prima volta i dipendenti comunali si licenziano per andare altrove, lo certifica il Conto annuale. Le professionalità scappano, perché le retribuzioni sono molto basse. Che fa il governo?».