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Dazi, errore nell’ordine di Trump: il Giappone chiede di correggere il presidente (e il rimborso)

Ryosei Akazawa (reuters)

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Nel provvedimento della Casa Bianca non è stato specificato che il 15% è l’aliquota massima, come stabilito nel faccia a faccia con gli Usa del 22 luglio scorso
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ROMA – Da Washington, nel corso della suo nuova visita, il capo negoziatore giapponese Ryosei Akazawa tenta di rassicurare i propri connazionali e fare chiarezza sull'intesa commerciale siglata circa due settimane fa con l'amministrazione Trump. "Gli Stati Uniti hanno promesso di modificare l'ordine esecutivo presidenziale sulle tariffe doganali per attuare correttamente l'accordo, e rimborseranno i dazi in eccesso riscossi a causa dell'errore", ha precisato Akazawa dopo i colloqui con la staff della Casa Bianca.

La questione dibattuta era se il dazio del 15% fissato da Trump per le importazioni nipponiche costituiva un tetto massimo, al pari della trattativa con l'Unione europea, o si sarebbe aggiunto alle altre tariffe già in vigore. Tokyo ave…

ROMA – Da Washington, nel corso della suo nuova visita, il capo negoziatore giapponese Ryosei Akazawa tenta di rassicurare i propri connazionali e fare chiarezza sull'intesa commerciale siglata circa due settimane fa con l'amministrazione Trump. "Gli Stati Uniti hanno promesso di modificare l'ordine esecutivo presidenziale sulle tariffe doganali per attuare correttamente l'accordo, e rimborseranno i dazi in eccesso riscossi a causa dell'errore", ha precisato Akazawa dopo i colloqui con la staff della Casa Bianca.

La questione dibattuta era se il dazio del 15% fissato da Trump per le importazioni nipponiche costituiva un tetto massimo, al pari della trattativa con l'Unione europea, o si sarebbe aggiunto alle altre tariffe già in vigore. Tokyo aveva insistito che ciò non sarebbe avvenuto in base all'accordo bilaterale siglato da Akazawa 'verbalmente' a Washington il 22 luglio.

Tuttavia, i dazi specifici per paese imposti da Trump sono entrati in vigore giovedì scorso senza concedere alcun trattamento speciale alle importazioni giapponesi, fanno notare i media del Sol Levante. Dopo aver incontrato il segretario al Commercio Howard Lutnick e il segretario al Tesoro Scott Bessent, Akazawa ha spiegato che la parte statunitense ha espresso "rammarico" per il fatto che Washington non abbia correttamente rispecchiato l'accordo bilaterale nel decreto esecutivo di Trump, affermando che il team commerciale si è impegnato a correggere la direttiva "al momento opportuno", e a rettificare la situazione.

In base allo stesso accordo, l'amministrazione Trump si è anche impegnata a ridurre le tariffe automobilistiche statunitensi dal 27,5% attuale al 15% per i veicoli e i ricambi provenienti dal Giappone, in cambio della promessa di Tokyo di effettuare ingenti investimenti negli Stati Uniti, sebbene non sia ancora chiaro quando entrerà in vigore l'aliquota ridotta. A questo riguardo, secondo il governo giapponese, Akazawa ha chiesto che venga emanato al più presto un ordine esecutivo presidenziale separato per attuare la riduzione concordata delle tariffe automobilistiche.

Dopo gli incontri con Lutnick e Bessent, Akazawa ha ribadito che non c’è "alcuna discrepanza" tra Giappone e Stati Uniti su come interpretare l'accordo. In una conferenza separata, il capo di Gabinetto Yoshimasa Hayashi ha affermato che il Giappone continuerà a comunicare con gli Usa "a vari livelli" per garantire che l'accordo venga attuato come previsto.

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