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Glass Lewis si schiera con Mediobanca sull’Ops per Banca Generali

(reuters)

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Anche il terzo consulente dei fondi del mercato, chiamati ad approvare l’offerta il 21 in assemblea, consiglia il voto a favore: “L’integrazione creerà un leader di mercato e lo scambio di azioni con Generali è efficiente”
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MILANO – Anche Glass Lewis si schiera con il management di Mediobanca, e consiglia i suoi azionisti di votare sì all’acquisizione di Banca Generali nell’assemblea in agenda il 21 agosto.

La nota del proxy advisor anglosassone, uscita ieri sera tardi, completa il quadro dei consulenti degli investitori istituzionali, dopo che nei giorni scorsi già Iss e Pirc si erano schierate a favore dell’operazione, che ha bisogno del 50,01% dei voti degli azionisti presenti essendo Mediobanca sottoposta alla passivity rule per il fatto che Mps ha avviato in Borsa un’offerta pubblica di scambio per acquisire la banca d’affari.

“L’operazione creerà un leader di mercato”

“Come già descritto nella nota del 16 giugno – scrive Glass Lewis – riteniamo che l'unione di Mediobanca e Banca Generali creerà u…

MILANO – Anche Glass Lewis si schiera con il management di Mediobanca, e consiglia i suoi azionisti di votare sì all’acquisizione di Banca Generali nell’assemblea in agenda il 21 agosto.

La nota del proxy advisor anglosassone, uscita ieri sera tardi, completa il quadro dei consulenti degli investitori istituzionali, dopo che nei giorni scorsi già Iss e Pirc si erano schierate a favore dell’operazione, che ha bisogno del 50,01% dei voti degli azionisti presenti essendo Mediobanca sottoposta alla passivity rule per il fatto che Mps ha avviato in Borsa un’offerta pubblica di scambio per acquisire la banca d’affari.

“L’operazione creerà un leader di mercato”

“Come già descritto nella nota del 16 giugno – scrive Glass Lewis – riteniamo che l'unione di Mediobanca e Banca Generali creerà un leader di mercato, secondo in Italia per totale attivo e rete distributiva, con capacità di crescita organica nel segmento di fascia alta del mercato italiano dell'asset management”.

"Inoltre, lo scambio della partecipazione in Generali con una quota di controllo in Banca Generali rappresenta un'efficiente riallocazione del capitale da un investimento finanziario a un investimento industriale che si prevede sia sinergico e con prospettive di crescita”. Come noto, Mediobanca si è offerta di pagare l’acquisizione, da 6,3 miliardi, con il suo 13,1% di azioni Generali.

Malgrado i termini dell’accordo strategico tra la banca d’affari, la rete di promotori e la sua capogruppo assicurativa (Generali, che ha il 51% di Banca Generali), Glass Lewis segnala “le misure adottate da Mediobanca per facilitare le negoziazioni con Generali e contribuire al completamento dell'offerta, inclusi gli sforzi per affrontare la condizione sospensiva” che riguarda la partnership strategica per distribuire polizze del Leone sulla rete del nuovo polo.

“L’Ops di Siena resterà a sconto”

Né è letta come un ostacolo l’offerta pendente di Monte dei Paschi su Piazzetta Cuccia: “Gli investitori probabilmente capiranno il fatto che il cda di Mediobanca ha respinto l'offerta Mps nel luglio 2025, e che le azioni della società continuano a essere scambiate al di sopra del valore implicito dell'offerta della banca senese”.

Per questi motivi Glass Lewis “non trova alcun motivo per modificare la raccomandazione già data” in occasione dell’assemblea Mediobanca del 16 giugno, che poi fu rinviata dal management perché un 42% circa degli azionisti – la maggioranza dell’80% visto partecipare – era contrario all’operazione, temendo che potesse pregiudicare quella parallela di Mps su Mediobanca.

Affluenza determinante

Anche tra otto giorni l’affluenza sarà determinante: più sarà alta più il management guidato da Alberto Nagel avrà possibilità di far leva sul consenso degli azionisti del mercato, orientati dai tre proxy advisor. Secondo gli addetti ai lavori stavolta si attende in assemblea tra il 75% e l’80%, con un quorum deliberativo attorno al 38-39%.

Ma c’è un blocco, tra contrari e astenuti già vicino al 40%, formato da Delfin (20%) e Caltagirone (10%), soci rilevanti anche di Mps; dalle tre Casse previdenziali, vicine al governo e con un 5,5% totale; dai Benetton, al 2,3% e in odore di astensione; dai fondi Amundi (1%) e Anima (0,7%), fan del piano governativo del “terzo polo” con Banco Bpm, di cui Mps-Mediobanca sarebbe un cardine.

Parere positivo anche dagli altri proxy advisor

Nei giorni scorsi l’altro grande proxy advisor, Iss, aveva confermato il proprio parere positivo: “Nonostante le restanti incertezze sull'operazione la delibera proposta continua a meritare un voto a favore dato che il deal è sostenuto da un solido razionale”. E anche Pirc, società specializzata nell’advisory ai fondi pensione, era sulla stessa linea: “L'offerta incorpora un premio rispetto al prezzo di mercato di Banca Generali e offre ai soci l'accesso a una piattaforma più ampia e diversificata”.

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