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Cos’è il piano casa per le famiglie annunciato da Meloni e chi potrà usufruirne

La premier ha parlato della misura “per le giovani coppie”, che dovrebbe essere realizzata con Salvini, al Meeting di Rimini: “Una priorità”
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“Un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie”. Ad annunciarlo è direttamente la premier Giorgia Meloni dal palco del Meeting di Rimini. “Una delle priorità – la definisce la presidente del Consiglio – alla quale lavoreremo assieme a Matteo Salvini, che ringrazio”.

E’ questo uno dei piatti forti del menu economico che la presidente del Consiglio porta alla Fiera di Rimini, sede dell’appuntamento annuale di Comunione e liberazione. Ma non l’unico. Uno dei principali obiettivi del governo – assicura Meloni – è un “abbassamento strutturale del costo dell'energia”, che “pesa come un macigno sulla competitività delle imprese”. Quanto al capitolo fiscale, aggiunge: "Abbiamo avviato la riforma dell'Irpef", "ora è tempo di fare di più e concentrare la nostra attenzione sul ceto medio".

Il piano casa

La misura, quella alla quale lavorerà il governo, è studiata perché “senza una casa è più difficile costruirsi una famiglia". Ha poi aggiunto Meloni: "Faremo tutto il necessario…

“Un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie”. Ad annunciarlo è direttamente la premier Giorgia Meloni dal palco del Meeting di Rimini. “Una delle priorità – la definisce la presidente del Consiglio – alla quale lavoreremo assieme a Matteo Salvini, che ringrazio”.

E’ questo uno dei piatti forti del menu economico che la presidente del Consiglio porta alla Fiera di Rimini, sede dell’appuntamento annuale di Comunione e liberazione. Ma non l’unico. Uno dei principali obiettivi del governo – assicura Meloni – è un “abbassamento strutturale del costo dell'energia”, che “pesa come un macigno sulla competitività delle imprese”. Quanto al capitolo fiscale, aggiunge: "Abbiamo avviato la riforma dell'Irpef", "ora è tempo di fare di più e concentrare la nostra attenzione sul ceto medio".

Il piano casa

La misura, quella alla quale lavorerà il governo, è studiata perché “senza una casa è più difficile costruirsi una famiglia". Ha poi aggiunto Meloni: "Faremo tutto il necessario per ricostruire una società amica della famiglia e della natalità, nella quale la genitorialità sia protetta e sostenuta".

Il piano è stato anche tra gli argomenti snocciolati nella telefonata di oggi tra la presidente del Consiglio e lo stesso vicepremier leghista: “Hanno convenuto sulla necessità di proseguire con determinazione sulla strada del rilancio infrastrutturale dell'Italia, dedicando massima attenzione a un nuovo e rilevante piano casa. Salvini e Meloni non si sono salutati di persona solo per problemi di agenda”, dicono fonti della Lega.

Le reazioni

Tra i primi a replicare c’è Matteo Renzi: “Noi accettiamo la sfida. Vogliamo il piano per le imprese, vogliamo il piano casa. E vogliamo che il Parlamento ne discuta. Che aspetti, cara Giorgia? Vieni in Senato e porta i due disegni di legge. Altrimenti è la solita fuffa di chi governa da tre anni e produce tweet, non riforme”.il leader di Azione, Carlo Calenda, dice che "Meloni parla come se venisse da marte o fosse da ieri a Palazzo Chigi ma il piano sull'energia, su come diminuire i costi, diminuendo le rendite assurde che stanno facendo i produttori di rinnovabili, Azione glielo ha inviato dettagliato e pronto per essere messo in un decreto. Quindi bisogna fare le cose e smettere di parlarne". Pierfrancesco Majorino, responsabile del Diritto alla casa nella segreteria Pd, bolla il piano come “il trentesimo annuncio a vuoto su di un tema cruciale” mentre “il governo fino ad oggi è stato solo chiacchiere e tagli”. E il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, derubrica il discorso a “pura propaganda”. Toni simili al responsabile economico dei Dem per il quale è “una passerella di promesse vuote, senza un briciolo di concretezza”, con slogan “sul ceto medio” mentre “gli stipendi non crescono”.

La Confedilizia “apprezza” l’annuncio: "Vanno rafforzate le locazioni a canone concordato, applicando in tutti i Comuni la cedolare secca del 10% (anche per ridurre la pressione abitativa sui centri maggiori) e incrementando la riduzione Imu del 25% a carico dello Stato – suggerisce il presidente Giorgio Spaziani Testa – Vanno resi celeri gli sfratti, questione solo in parte di natura legislativa. Vanno rifinanziati adeguatamente e resi efficienti i fondi a sostegno degli inquilini in difficoltà, come si è iniziato a fare con l'ultima legge di bilancio. Va fatta funzionare l'edilizia economica e popolare: 86mila alloggi non assegnati, più altre migliaia occupati abusivamente, non sono tollerabili".

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