Dal calo dello spread in arrivo un tesoretto fino a 13 miliardi di euro per le casse dello Stato
di Emma BonottiMILANO – È ormai da mesi che lo spread Btp-Bund viaggia sotto i 100 punti base, livelli che non si vedevano dal settembre del 2021, quando a Palazzo Chigi sedeva Mario Draghi.
Non è solo una questione di prestigio: la discesa sotto tale soglia libera risorse fresche da investire nella crescita del Paese o da impiegare per abbassare lo sproporzionato rapporto debito/Pil. Quanto vale il tesoretto? Tredici miliardi di euro in soli due anni.
Per il Btp rendimenti in calo, ma tra i più alti d’Europa
La stima è proposta dal Centro studi di Unimpresa, che calcola i risparmi per le casse dello Stato degli interessi passivi, considerando le condizioni attuali dei mercati e il volume annuo di collocamenti del Tesoro, pari a circa 500 miliardi di euro.
Ieri, lo spread – …
MILANO – È ormai da mesi che lo spread Btp-Bund viaggia sotto i 100 punti base, livelli che non si vedevano dal settembre del 2021, quando a Palazzo Chigi sedeva Mario Draghi.
Non è solo una questione di prestigio: la discesa sotto tale soglia libera risorse fresche da investire nella crescita del Paese o da impiegare per abbassare lo sproporzionato rapporto debito/Pil. Quanto vale il tesoretto? Tredici miliardi di euro in soli due anni.
Per il Btp rendimenti in calo, ma tra i più alti d’Europa
La stima è proposta dal Centro studi di Unimpresa, che calcola i risparmi per le casse dello Stato degli interessi passivi, considerando le condizioni attuali dei mercati e il volume annuo di collocamenti del Tesoro, pari a circa 500 miliardi di euro.
Ieri, lo spread – ovvero la distanza tra il rendimento del titolo di Stato decennale italiano e di quello tedesco – si attestava a 89 punti base. Il Btp a 10 anni ha chiuso la seduta con un rendimento al 3,615%, un livello superiore al 3,5% intorno al quale si muoveva a inizio anno e tra i più alti dell’Eurozona: se la Germania rende quasi l’1% in meno, la Francia è al 3,5% e la Grecia al 3,4 per cento.
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L’effetto sulla spesa per gli interessi
“Dopo i picchi registrati tra il 2022 e il 2023, con differenziali sopra i 200 punti base e rendimenti del decennale oltre il 5%, la progressiva compressione dello spread ha riportato i tassi in area 3,6-3,7%, generando un effetto positivo sulla spesa per interessi”, spiega l’ente. I calcoli restano soggetti a variabili non trascurabili, come l’andamento dell'inflazione, le future decisioni della Bce, la capacità del governo italiano di mantenere credibilità sui mercati e la stabilità politica interna.
Ma la tendenza di fondo è chiara. “La stabilizzazione dello spread su livelli contenuti potrebbe portare il costo medio del debito dal 3,3% verso il 3%, liberando risorse utili per ridurre il rapporto debito/Pil o sostenere la crescita”.
Come si calcola il tesoretto
Con uno spread ridotto a circa 90-100 punti base – che equivale a un rendimento medio sul decennale italiano intorno al 3,6-3,7% rispetto a circa 2,6-2,7% del Bund – ogni punto base in meno implica un risparmio di circa 23-24 milioni di euro annui sul nuovo ammontare emesso. Dunque, una contrazione di 80-100 punti base rispetto ai picchi del 2022-2023 genera un risparmio annuo nell'ordine di 4,5-5 miliardi di euro già nel 2025.
Il beneficio si accumula progressivamente, man mano che quote sempre più ampie di debito vengono rifinanziate alle nuove condizioni. L’impatto diventerà ancora più evidente nel 2026, quando scadranno numerose obbligazioni statali emesse in anni di elevato costo finanziario: allora, se lo spread resterà stabile e contenuto, il risparmio potrebbe superare i 7-8 miliardi di euro.
"Un segnale da cogliere con prudenza”
“L’Italia sta gestendo bene le finanze pubbliche e questo è merito del governo Meloni”, commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
“Il Paese, però, resta esposto ai vincoli strutturali di un debito molto elevato, di una crescita potenziale limitata e della necessità di mantenere disciplina di bilancio”, avverte l’ente: “Il segnale positivo dello spread va quindi letto con prudenza: rappresenta un'opportunità, non una garanzia a tempo indeterminato”.