✕

Il tesoro delle banche svizzere: nei caveau patrimoni pari a 4 volte il Pil dell’Italia

Ascolta l'audio

Nonostante le recenti difficoltà, gli istituti elvetici sono ancora considerati in tutto il mondo un rifugio sicuro per i risparmiatori
2 minuti di lettura

Negli ultimi 10 anni la piazza finanziaria svizzera ha visto cadere il segreto bancario, ha dovuto accettare lo scambio automatico di informazioni fiscali con altri Paesi, è stata terremotata dal crollo di Credit Suisse, eppure le sue banche continuano a gestire una massa gigantesca di capitali. “I patrimoni gestiti – scrive in un report l’Associazione svizzera dei banchieri – hanno raggiunto un livello record”. E a confermarlo ci sono i dati del 2024: 9.284 miliardi di franchi, ovvero il 10,6% in più dell’anno precedente.

Di questa cifra colossale, equivalente a più di 4 volte il Pil italiano, poco meno della metà, ovvero 4.225 miliardi di franchi, sono di provenienza estera. E dire che, solo un anno prima del 2024, il 19 marzo del 2023, stava per sa…

Negli ultimi 10 anni la piazza finanziaria svizzera ha visto cadere il segreto bancario, ha dovuto accettare lo scambio automatico di informazioni fiscali con altri Paesi, è stata terremotata dal crollo di Credit Suisse, eppure le sue banche continuano a gestire una massa gigantesca di capitali. “I patrimoni gestiti – scrive in un report l’Associazione svizzera dei banchieri – hanno raggiunto un livello record”. E a confermarlo ci sono i dati del 2024: 9.284 miliardi di franchi, ovvero il 10,6% in più dell’anno precedente.

Di questa cifra colossale, equivalente a più di 4 volte il Pil italiano, poco meno della metà, ovvero 4.225 miliardi di franchi, sono di provenienza estera. E dire che, solo un anno prima del 2024, il 19 marzo del 2023, stava per saltare il banco dei mitici “Gnomi” della Bahnhofstrasse di Zurigo. Quel giorno, infatti, dopo una lunga agonia, Credit Suisse venne salvato per i capelli dalla Banca Nazionale Svizzera e consegnata ad Ubs. La quale, da allora, ha visto quasi raddoppiare il valore delle proprie azioni: da 17 a oltre 32 franchi. Nonostante quel collasso sfiorato, che avrebbe pesato sull’economia mondiale alla stessa stregua del fallimento della newyorkese Lehman Brothers nel 2008, l’Associazione svizzera dei banchieri tiene a sottolineare che “anche nel 2024 la Svizzera si è riconfermata il leader assoluto di mercato nel campo della gestione patrimoniale transfrontaliera per la clientela privata”.

Banche svizzere e franco: il rifugio dei risparmiatori

Insomma, non c’è storia. Appena può, anche se non più in maniera furtiva, perché ormai le 230 banche della Confederazione rifuggono dai proventi dell’evasione fiscale, l’oculato risparmiatore è tentato a portare il proprio gruzzolo in Svizzera. Perché il franco, alla stregua dell’oro, del mattone e, oggi come oggi, pure del Bitcoin, è uno dei principali beni rifugio. Non a caso la sua quotazione, nonostante i ripetuti interventi per calmierarlo della Banca Nazionale Svizzera, rimane al cambio stabilmente più elevata delle altre principali valute.

Soprattutto del dollaro, che dopo l’avvento del Trump 2 alla Casa Bianca, ha visto il biglietto verde perdere oltre il 13% del proprio valore nei confronti della moneta svizzera. Con notevole disappunto delle imprese elvetiche votate all’esportazione, gravate per sopramercato dai dazi trumpiani del 39%, ma dall’altro con malcelata soddisfazione dell’Associazione Svizzera dei Banchieri, che vede confermata l’immagine di porto sicuro in un mare in tempesta della patria di Guglielmo Tell.

“Il nostro Paese – l’esito di un sondaggio effettuato dall’associazione a inizio luglio – si riconferma una piazza sicura e stabile per la conservazione dei patrimoni”. D’altronde, mentre in Medio Oriente e in Ucraina si spara e il mondo sembra essere tornato ai tempi bui della Guerra Fredda, dove altro si è tentati di portare i propri risparmi se non in quel ridotto alpino che resiste da secoli, grazie all’inossidabile determinazione dei suoi abitanti e al riconosciuto savoir faire dei suoi banchieri?

Leggi i commenti