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Commerzbank, la ceo Orlopp: “Unicredit non ci acquisirà, nessun cambiamento per ora”

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L’istituto italiano è salito al 26%. Per la manager “al momento non ci sono differenze, a meno che non superasse il 30% e poi lanciasse un’Opa”
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BERLINO – Il pubblico del convegno delle banche organizzato dall’Handelsblatt è sembrato più realista di una delle protagoniste della giornata, la numero uno di Commerzbank, Bettina Orlopp. E da un sondaggio nella sala è risultato che il 78% pensa che alla fine UniCredit riuscirà a prendersi la seconda maggiore banca tedesca. Orlopp aveva votato “naturalmente”, di no, ha dichiarato. E l’amministratrice delegata continua a mandare segnali negativi dalla sua trincea sempre più stretta. "Al momento - ha scandito - non c'è stato alcun vero cambiamento. Per noi in effetti sarebbe una grande differenza se Unicredit decidesse di superare il 30% e poi facesse anche un'offerta pubblica di acquisto”. In quel caso, ha ammesso, starebbe agli altri azionisti decidere se vendere a Orcel. Troppa grazia.

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BERLINO – Il pubblico del convegno delle banche organizzato dall’Handelsblatt è sembrato più realista di una delle protagoniste della giornata, la numero uno di Commerzbank, Bettina Orlopp. E da un sondaggio nella sala è risultato che il 78% pensa che alla fine UniCredit riuscirà a prendersi la seconda maggiore banca tedesca. Orlopp aveva votato “naturalmente”, di no, ha dichiarato. E l’amministratrice delegata continua a mandare segnali negativi dalla sua trincea sempre più stretta. "Al momento - ha scandito - non c'è stato alcun vero cambiamento. Per noi in effetti sarebbe una grande differenza se Unicredit decidesse di superare il 30% e poi facesse anche un'offerta pubblica di acquisto”. In quel caso, ha ammesso, starebbe agli altri azionisti decidere se vendere a Orcel. Troppa grazia.

L’operazione di Unicredit su Commerz

Gli italiani sono saliti di recente al 26% e a fine agosto l’amministratore delegato Andrea Orcel aveva ancora escluso, “per ora”, di ambire a un posto nel board dell’istituto di Francoforte. Ma è chiaro che se salisse al 30%, cambierebbe tutto. E se Unicredit dovesse conquistare una poltrona ai vertici, secondo Orlopp si rischierebbe un conflitto di interessi. “Unicredit è un azionista importante, ma non è l’azionista di maggioranza ed è un nostro concorrente, in Germania. I consigli devono essere “assolutamente indipendenti”, e se quello di Commerz includesse un esponente nominato da Unicredit, sostiene la numero uno dell’istituto tedesco, “renderebbe più complicato il compito del consiglio”.

Nel frattempo, ha sottolineato la tedesca, la banca continua a riflettere su eventuali acquisizioni. E pur paventando chissà quali rischi nel caso dell’ingresso di un consigliere nominato da Unicredit, Orlopp ha puntualizzato: “penso che nessuno avrebbe interesse a sabotare un’operazione che garantisse del valore aggiunto”.

Gli ostacoli a Unicredit in Commerzbank

Dall’inizio dell’anno il valore delle azioni di Commerz è aumentato di oltre il 130%: in parte per le voci di una conquista italiana, in parte per gli annunci di obiettivi ambiziosi che la banca vuole raggiungere entro il 2028. Ma un dettaglio che ha messo le ali ai bancari del Dax è anche il maxi piano di investimenti e infrastrutture da oltre mille miliardi di euro annunciato dal governo Merz, che garantirà enorme ossigeno al settore creditizio, nei prossimi dieci anni.

Un ostacolo serio alla conquista di Commerz da parte di Unicredit continua a essere l’ostinata opposizione del governo Merz. Lo Stato tedesco è il secondo maggiore azionista e continua ad detenere una quota del 12%. E il 25 agosto, quando Orcel ha reso noto di averla scalata fino al 26%, una portavoce del ministero delle Finanze ha osservato che la mossa è stata “di nuovo non concordata e ostile” e che Berlino resta dell’idea di difendere “l’autonomia di Commerzbank”.

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