ROMA – "Cambiare rotta. E va fatto subito, altrimenti sarà il disastro". Anche Stellantis, alla vigilia della ripresa del confronto a livello europeo sui target della decarbonizzazione e sul passaggio alla sola auto elettrica nel 2035, fissati per venerdì 12 settembre a Bruxelles, dice che non c'è più tempo da perdere. L'approccio non è più quello morbido, ma più deciso e rude da parte del capo Europa del gruppo italo-francese. Parla dal Salone di Monaco, in contemporanea l'ad Antonio Filosa è a Roma per confrontarsi con il ministro dell'Impresa e del Made in Italy Adolfo Urso. Anche nella capitale si parla di come rilanciare il mercato e la produzione a livello europeo. Non si è ancora tornati ai livelli pre-pandemia.
"I target al 2030 e al 2035 in termini di CO2 non sono raggiungibili a meno che non si voglia fare crollare il mercato e mandare in pezzi i bilanci dei costruttori", dice Jean-Philippe Imparato, responsabile Enlarged Europe & European brands di Stellantis. E poi dice: "Accolgo con favore la discussione strategica sull'evoluzione della normativa in Europa. Ora è tempo di agire rapidamente, se possibile prima della fine dell'anno" spiega, evidenziando ad esempio i problemi per il settore dei veicoli commerciali leggeri: con le normative attuali - spiega - "non c'è margine di manovra, nessuno è disposto a comprare un Fiat Ducato elettrico sopra i 50 mila euro". Di qui la proposta di una 'media' nel calcolo delle emissioni. Imparato inoltre evidenzia la necessità "di rivitalizzare il segmento A: nel 2019 c'erano 49 modelli al di sotto dei 15 mila euro, oggi solo uno". "Non possiamo più spingere al rialzo i listini - osserva - come fa la gente a comprare le auto nuove?".
L’incontro di Filosa a Roma con Urso aveva l’obiettivo di affrontare le principali sfide e opportunità del settore automotive italiano. "Incontro cordiale", secondo Filosa, con al centro del dialogo la gestione della crisi industriale e la definizione di strategie per rafforzare le aziende italiane a livello globale. Quindi un focus sugli stabilimenti italiani Stellantis, da Melfi a Cassino, passando per Pomigliano d'Arco e Mirafiori. "Dobbiamo lavorare insieme" al governo, ha detto Filosa lasciando il ministero.
Urso, Filosa e Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia chiederanno "con forza alla Commissione europea di trasformare subito il dialogo strategico in azioni strategiche". Lo affermano in una nota congiunta dopo l'incontro a Palazzo Piacentini sui temi strategici per il futuro dell'industria automobilistica in Italia e in Europa e un aggiornamento sulle attività di Stellantis nel nostro Paese. In particolare, nel corso dell'incontro - spiega il comunicato - è stato approfondito il tema dei veicoli commerciali, evidenziando la necessità e l'urgenza di rivedere le attuali normative europee, ritenute irrealistiche e dannose per il futuro dell'industria. Altro tema affrontato è stato quello delle modalità per favorire la produzione di autovetture di piccole dimensioni, un segmento di mercato centrale nel nostro Paese, anche attraverso la promozione di un'evoluzione della normativa europea. Urso, Filosa e Vavassori hanno concordato "di ritrovarsi a breve per esaminare l'aggiornamento dello studio sulla competitività e le prospettive della filiera italiana e di intensificare nei prossimi giorni il dialogo con la Commissione Europea e gli Stati membri per ripristinare la neutralità tecnologica e prevedere flessibilità nelle regolamentazioni CO2 di veicoli leggeri e pesanti".
La nuova strategia Stellantis archivia poi il traguardo fissato dall’ex ad Carlos Tavares di elettrificare completamente i modelli del gruppo entro il 2030. "Gran parte dei contenuti del piano Dare Forward sono ancora validi, maturi e possono essere confermati. Alcuni probabilmente cambieranno. L'elettrificazione al 100% entro il 2030 non è più raggiungibile, per ovvie ragioni legate all'evoluzione del mercato", dice ancora Imparato. "Con il ceo Filosa abbiamo cominciato la settimana scorsa a discutere di Dare Forward. Sono sicuro che Filosa darà anche aggiornamenti sulla visione perché abbiamo bisogno che ci presenti la visione di ciò che Stellantis potrà essere da qui a 5 anni, probabilmente 10 anni" ha aggiunto