ROMA - Meno tasse sulle tredicesime. A poche ore dall’invito del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a diffidare della “manovra-mercato” e a parlarne “solo quando c’è un quadro d’insieme”, è Forza Italia a smarcarsi. Lo fa con il suo leader, Antonio Tajani, che davanti agli imprenditori di Assolombarda lancia l’idea di una detassazione dei salari rispolverando “la ricetta classica di Berlusconi”. E quindi stipendi alleggeriti dal peso fiscale.
"La soluzione - sottolinea il vicepremier - non si chiama reddito di cittadinanza né salario minimo: si chiama detassazione degli straordinari, dei festivi, dei premi di produzione e in prospettiva si può pensare a una proposta un po’ azzardata, perché no, cioè una detassazione della tredicesima”.
ROMA - Meno tasse sulle tredicesime. A poche ore dall’invito del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a diffidare della “manovra-mercato” e a parlarne “solo quando c’è un quadro d’insieme”, è Forza Italia a smarcarsi. Lo fa con il suo leader, Antonio Tajani, che davanti agli imprenditori di Assolombarda lancia l’idea di una detassazione dei salari rispolverando “la ricetta classica di Berlusconi”. E quindi stipendi alleggeriti dal peso fiscale.
"La soluzione - sottolinea il vicepremier - non si chiama reddito di cittadinanza né salario minimo: si chiama detassazione degli straordinari, dei festivi, dei premi di produzione e in prospettiva si può pensare a una proposta un po’ azzardata, perché no, cioè una detassazione della tredicesima”.
Detassazione delle tredicesime: il precedente nel 2023
Non è la prima volta che il centrodestra al governo accarezza l’idea di detassare la tredicesima mensilità. Nel 2023 era stato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, a mettere sul tavolo l’ipotesi di “una tassazione più bassa per mettere più soldi nelle tasche degli italiani nell’ultimo mese dell’anno”. Alla fine non se ne fece nulla per via dei costi. Per le stesse ragioni, l’intervento messo in campo l’anno scorso fu limitato a un “bonus Natale”: 100 euro netti per 4,5 milioni di lavoratori dipendenti con almeno un figlio a carico e un reddito fino a 28 mila euro.
La questione delle coperture vale anche oggi, ma intanto l’idea di una flat tax per le voci variabili dei salari sale nella lista dei desiderata di FI. Non solo. Come il taglio dell’Irpef per il ceto medio, che Tajani rilancia, anche la detassazione degli stipendi piace a Fratelli d’Italia. L’idea è accolta positivamente dai parlamentari del partito della premier Giorgia Meloni, in scia a quanto anticipato negli scorsi giorni a Repubblica dal responsabile economico Marco Osnato, che aveva indicato tra le priorità di FdI per la manovra “la detassazione degli straordinari per aumentare la produttività”.
Fisco, la modifica dell’Ires premiale
Sul tavolo c’è una tassa piatta, al 5% o al 10%, per sganciare le componenti non fisse dello stipendio dalla tassazione Irpef ordinaria: il modello a cui si guarda è l’aliquota agevolata applicata sui premi di produttività.
Nel menù delle proposte degli azzurri c’è anche la modifica dell’Ires premiale, lo sconto alle imprese che assumono e investono. Introdotta in via sperimentale per il 2025 con l’ultima Finanziaria, la misura potrebbe cambiare. A parlare di una revisione è sempre Tajani. E anche questa proposta è condivisa dai Fratelli. Per la maggioranza, la "manovra-mercato” è già finita.