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Flessibilità e difesa delle e-car: l’impegno Ue per salvare l’auto

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Von der Leyen: “I veicoli del futuro devono essere europei, tuteliamo le nostre aziende dalla concorrenza sleale”. Il riferimento alla Cina
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BRUXELLES – Anticipare il prima possibile la revisione degli obiettivi di inquinamento delle auto, prevista per il prossimo anno. Introdurre una nuova categoria normativa per le piccole auto elettriche prodotte in Europa al fine di mettere sul mercato un veicolo che costi meno di 20mila euro. Potenziare con le aziende automobilistiche la produzione di batterie nella Ue. Avviare la costruzione di veicoli autonomi. La Commissione europea cerca di venire incontro alle richieste del settore automobilistico che sta affrontando nel Vecchio continente una crisi strutturale.

Ieri allora nel terzo incontro per il dialogo strategico cui hanno partecipato i rappresentanti delle aziende impegnate nell’automotive tra cui il presidente di Stellan…

BRUXELLES – Anticipare il prima possibile la revisione degli obiettivi di inquinamento delle auto, prevista per il prossimo anno. Introdurre una nuova categoria normativa per le piccole auto elettriche prodotte in Europa al fine di mettere sul mercato un veicolo che costi meno di 20mila euro. Potenziare con le aziende automobilistiche la produzione di batterie nella Ue. Avviare la costruzione di veicoli autonomi. La Commissione europea cerca di venire incontro alle richieste del settore automobilistico che sta affrontando nel Vecchio continente una crisi strutturale.

Ieri allora nel terzo incontro per il dialogo strategico cui hanno partecipato i rappresentanti delle aziende impegnate nell’automotive tra cui il presidente di Stellantis e Ferrari, John Elkann, l’esecutivo europeo ha messo sul tavolo queste proposte che hanno riscosso un primo giudizio positivo dei partecipanti al confronto.

L’idea di base è quella di evitare che la produzione cinese conquisti il mercato automobilistico Ue provocando scossoni anche sul piano occupazionale. Il passo iniziale, allora, è di ridimensionare le multe per chi non rispetta gli obiettivi di emissioni inquinanti fissando traguardi triennali e non annuali fino al 2035, data in cui sarà vietata la costruzione dei motori a scoppio. Stesso discorso per le city-car elettriche che con l’attuale normativa rischiano di essere completamente appaltate alla Cina. Esattamente come l’alleanza sulle batterie che costituisce la vera sfida per il futuro del settore e per le quali verrà costituito un fondo da 1,8 miliardi di euro.

Insomma l’obiettivo è dare la preferenza al “Made in Europe” prevedendo nello stesso tempo l’imposizione di condizioni ai produttori cinesi. «Vogliamo – ha detto Ursula von der Leyen - che il futuro delle auto - e le auto del futuro - sia in Europa. Per questo stiamo lavorando a stretto contatto con l’industria per rendere ciò realtà. Stiamo proteggendo le aziende europee dalla concorrenza sleale, migliorando l’accesso alle materie prime critiche e supportando i lavoratori attraverso la riqualificazione».

Secondo la presidente della Commissione, sono state ascoltate «le preoccupazioni dell’industria e concesso flessibilità di conseguenza. Combineremo decarbonizzazione e neutralità tecnologica. Mentre la tecnologia trasforma la mobilità e la geopolitica rimodella la competizione globale, non si può più proseguire come al solito. Insieme, assicureremo che l’Europa rimanga all’avanguardia nell’innovazione automobilistica».

«Concordiamo con il presidente della Commissione – ha detto il presidente dei Costruttori europei e ceo di Mercedes, Ola Kallenius - sulla necessità di un’azione coraggiosa e rapida.

Un’Europa prospera ha bisogno di noi, e noi abbiamo bisogno di un’Europa prospera». A suo giudizio, «lo spazio per le soluzioni si stia ampliando e siamo fiduciosi che il lavoro dei prossimi mesi darà risultati. L’Europa deve semplicemente impegnarsi su tutti i fronti: decarbonizzazione, competitività e resilienza della catena di approvvigionamento».

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