Auto elettriche, in arrivo gli incentivi. Todts (T&E): “Così non funzionano”
di Federico FormicaL’Italia si prepara a mettere in campo nuovi incentivi all’acquisto a ottobre, dopo averli posticipati di un mese. Ma la strategia del nostro Paese non convince William Todts, direttore esecutivo di T&E, la principale organizzazione ambientalista europea specializzata nella mobilità. Todts sostiene che i sussidi italiani siano “molto problematici” perché poco stabili: “Se annunci un incentivo, tutti ne aspetteranno la partenza, poi spenderanno tutto il plafond in pochi mesi e il processo ricomincerà l’anno successivo. Così si dà vita a un mercato stop and go, ma c’è bisogno di una maggior stabilità”. Non solo incentivi, è la linea del governo Meloni a non convincere Todts: “Il futuro è elettrico e questo la Cina, ma anche altri Paesi asiatici, lo hanno capito bene”.
Come funzionerà l’agevolazione
Nel frattempo l’Italia si prepara a lanciare la sua campagna di incentivi. Gli aiuti saranno legati alla rottamazione: fino a 11mila euro per chi ha un reddito sotto i 30mila, novemila eu…
L’Italia si prepara a mettere in campo nuovi incentivi all’acquisto a ottobre, dopo averli posticipati di un mese. Ma la strategia del nostro Paese non convince William Todts, direttore esecutivo di T&E, la principale organizzazione ambientalista europea specializzata nella mobilità. Todts sostiene che i sussidi italiani siano “molto problematici” perché poco stabili: “Se annunci un incentivo, tutti ne aspetteranno la partenza, poi spenderanno tutto il plafond in pochi mesi e il processo ricomincerà l’anno successivo. Così si dà vita a un mercato stop and go, ma c’è bisogno di una maggior stabilità”. Non solo incentivi, è la linea del governo Meloni a non convincere Todts: “Il futuro è elettrico e questo la Cina, ma anche altri Paesi asiatici, lo hanno capito bene”.
Come funzionerà l’agevolazione
Nel frattempo l’Italia si prepara a lanciare la sua campagna di incentivi. Gli aiuti saranno legati alla rottamazione: fino a 11mila euro per chi ha un reddito sotto i 30mila, novemila euro tra gli automobilisti con reddito tra i 30 e 40mila, niente oltre questa soglia. Sono previsti sussidi anche per microimprese (30% del valore, massimo 20mila euro).
La strategia degli incentivi è condivisa da quasi tutti i Paesi europei, seppur con regole diverse: in Francia fino a 4.200 euro, in Belgio e Portogallo 4000, nei Paesi Bassi 2.950, in Portogallo 4.000, in Grecia fino a 8.000 e in Gran Bretagna 3.750 sterline, non spendibili - in quest’ultimo caso - per auto cinesi o Tesla. Tra i maggiori Stati Ue, solo Germania e Spagna (che prevede solo detrazioni) al momento non hanno bonus diretti.
Auto elettrica, le differenze tra case europee e cinesi
In questo 2025 i marchi cinesi stanno continuando a macinare vendite di auto elettriche in Italia: da gennaio a luglio solo Byd le ha incrementate del 290% arrivando a quasi 85mila veicoli. Secondo Todts, però, “non è troppo tardi: se guardiamo al salone dell’auto di Monaco, tutte le case automobilistiche tedesche hanno presentato dei buoni modelli. Siamo un po’ indietro rispetto ai cinesi, ma non 10 anni indietro: se l’industria continuerà a innovare e investire, questo gap potrà essere colmato”.