Nestlé, lascia anche il presidente: cosa sta succedendo al colosso svizzero
di Franco ZantonelliLa love story con la responsabile del marketing che due settimane fa è costata il posto al ceo di Nestlé, Laurent Freixe, ha fatto un’altra vittima. Questa volta è toccato dimettersi al presidente del consiglio d’amministrazione, il belga 71 enne Paul Bulcke. Il quale lavorava nella multinazionale agroalimentare svizzera fin dal 1979. Come nel caso di Freixe, che ha perso il posto dopo una carriera di 39 anni nel gruppo con sede a Vevey, anche Bulcke era un Nestlè-Boy.
Il presidente Bulcke lascia in anticipo
In realtà già sul piede di partenza, visto che la sua uscita era prevista nell’aprile del 2026, dopo l’assemblea generale degli azionisti. Invece l’attuale vice-presidente del cda, lo spagnolo Pablo Isla, già indicato come suo successo…
La love story con la responsabile del marketing che due settimane fa è costata il posto al ceo di Nestlé, Laurent Freixe, ha fatto un’altra vittima. Questa volta è toccato dimettersi al presidente del consiglio d’amministrazione, il belga 71 enne Paul Bulcke. Il quale lavorava nella multinazionale agroalimentare svizzera fin dal 1979. Come nel caso di Freixe, che ha perso il posto dopo una carriera di 39 anni nel gruppo con sede a Vevey, anche Bulcke era un Nestlè-Boy.
Il presidente Bulcke lascia in anticipo
In realtà già sul piede di partenza, visto che la sua uscita era prevista nell’aprile del 2026, dopo l’assemblea generale degli azionisti. Invece l’attuale vice-presidente del cda, lo spagnolo Pablo Isla, già indicato come suo successore, entrerà in carica 6 mesi prima del previsto, il prossimo primo ottobre. 61 anni, dal 2005 al 2011 ceo del colosso spagnolo della moda Inditex, leader mondiale del pret-a-porter e proprietario del marchio Zara, Isla dovrà condurre Nestlè fuori dalle secche di una crisi senza precedenti. Una crisi che l’affaire Freixe ha solo esacerbato.
In realtà Bulcke è stato costretto a dimettersi per i cattivi risultati di Nestlè sotto la sua presidenza. Martedì, al momento dell’annuncio delle dimissioni, il top manager ha sì dichiarato di essere “pienamente convinto che questa impresa formidabile è ben posizionata”, forse dimenticandosi però che, lo scorso anno, al momento della sua rielezione a presidente del cda, molti azionisti lo avevano abbandonato. La principale multinazionale agroalimentare del pianeta, che impiega 330.000 persone, nel 2024 ha visto la sua azione perdere un quarto del valore, alla borsa di Zurigo. “Un gruppo atono”, ha definito Nestlè il quotidiano Le Temps di Ginevra. Va detto, inoltre, che più dello scandalo Freixe, è da stigmatizzare quello delle acque minerali in Francia.
Nestlé, il water gate delle acque contaminate
Grazie a un’inchiesta di Le Monde e dell’emittente France Info, è emerso un rapporto dell’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, che nel 2023 ha riscontrato la presenza di agenti contaminanti di origine fecale nel marchi Perrier, Vittel e Contrex. Inoltre, giustificando il procedimento con la motivazione della “sicurezza alimentare”, Nestlè Waters ha ammesso di aver utilizzato trattamenti di filtraggio ai raggi ultravioletti e con il carbone attivo, ovvero procedimenti vietati, su alcune delle sue acque minerali.
Per uscire dall’impasse creato da queste vicende e dal calo di fiducia degli investitori, nel settembre dello scorso anno Paul Bulcke aveva scelto Laurent Freixe come nuovo amministratore delegato. Sappiamo com’è andata e ora il gruppo, che fino a non molto tempo fa era motivo d’orgoglio per la Svizzera, deve risalire in fretta la china se non vuole perdere la leadership mondiale.