Mps all’86% di Mediobanca: si chiude l’Opas, in due mesi l’addio alla Borsa e la fusione
di Andrea GrecoMILANO – L’offerta pubblica di acquisto e scambio del Monte dei Paschi su Mediobanca si è chiusa con l’86,33% di adesioni. Un livello che conferma alcune previsioni della vigilia, e che, se da una parte costerà qualcosa in più ai senesi – il corrispettivo totale è di 13,5 miliardi – dall’altra consentirà di pianificare in modo più lineare e diretto i passaggi che porteranno, nel 2026, all’integrazione tra la banca commerciale senese e la banca d’affari milanese.
La scelta della gran parte degli azionisti di piazzetta Cuccia, non solo Delfin, Caltagirone e le Casse previdenziali ma anche molti fondi istituzionali e speculativi, allinea gli astri per procedere con rapidità sulla strada dell’integrazione. Se ne occuperà un cda della banca senese nella seconda metà della settimana. Da una parte, portando avanti i lavori per la nomina del nuovo cda, che gli azionisti forti vogliono sia all’insegna della discontinuità dopo le frizioni di questi anni con il management guidato da Alberto Nage…
MILANO – L’offerta pubblica di acquisto e scambio del Monte dei Paschi su Mediobanca si è chiusa con l’86,33% di adesioni. Un livello che conferma alcune previsioni della vigilia, e che, se da una parte costerà qualcosa in più ai senesi – il corrispettivo totale è di 13,5 miliardi – dall’altra consentirà di pianificare in modo più lineare e diretto i passaggi che porteranno, nel 2026, all’integrazione tra la banca commerciale senese e la banca d’affari milanese.
La scelta della gran parte degli azionisti di piazzetta Cuccia, non solo Delfin, Caltagirone e le Casse previdenziali ma anche molti fondi istituzionali e speculativi, allinea gli astri per procedere con rapidità sulla strada dell’integrazione. Se ne occuperà un cda della banca senese nella seconda metà della settimana. Da una parte, portando avanti i lavori per la nomina del nuovo cda, che gli azionisti forti vogliono sia all’insegna della discontinuità dopo le frizioni di questi anni con il management guidato da Alberto Nagel, dimissionario all’assemblea del 28 ottobre. La lista dei nuovi consiglieri, che dovrebbero essere nove, va depositata entro il 3 ottobre.
Poi ci sono i passaggi formali e tecnici per togliere l’azione Mediobanca da Piazza Affari, per poi incorporarla nel Monte. L’opzione più lineare, secondo alcune fonti al lavoro sul dossier, dovrebbe essere attivare i passaggi per revocare la quotazione del titolo. Serviranno un paio di mesi per arrivarci, perché andrebbe lanciata un’altra offerta di scambio sul restante 13,67%, e una volta raggiunto il 90% Mps dovrà lanciare un’Opa residuale (questa da pagare anche in contanti) fino a superare il 95% che obbligherebbe gli azionisti a consegnare gli ultimi titoli. Il cantiere dell’integrazione ora può partire.