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Arriva il Btp Valore, i criteri per capire se conviene sottoscriverlo oppure no

I rendimenti saranno resi noti solo al momento del collocamento, ma già oggi è possibile orientarsi alla luce delle alternative tra i titoli di Stato
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ROMA – Per conoscere i rendimenti del nuovo Btp Valore, annunciato nei giorni scorsi, occorrerà attendere ancora un mese, ma intanto è possibile fare qualche ragionamento in merito alle prospettive di questo titolo e alle alternative presenti sul mercato. Nella consapevolezza che i tagli al costo del denaro da parte della Bce hanno ridotto i rendimenti del reddito fisso rispetto all’ultima emissione della primavera 2024.

Investimento per i piccoli risparmiatori: ecco i rendimenti attesi

Pensato appositamente per i risparmiatori individuali, il Btp Valore prevede una cedola che sale una prima volta dopo tre anni di detenzione e poi ancora dopo il quinto, con distribuzione degli interessi su base trimestrale. Oltre all’esclusione dall’Isee …

ROMA – Per conoscere i rendimenti del nuovo Btp Valore, annunciato nei giorni scorsi, occorrerà attendere ancora un mese, ma intanto è possibile fare qualche ragionamento in merito alle prospettive di questo titolo e alle alternative presenti sul mercato. Nella consapevolezza che i tagli al costo del denaro da parte della Bce hanno ridotto i rendimenti del reddito fisso rispetto all’ultima emissione della primavera 2024.

Investimento per i piccoli risparmiatori: ecco i rendimenti attesi

Pensato appositamente per i risparmiatori individuali, il Btp Valore prevede una cedola che sale una prima volta dopo tre anni di detenzione e poi ancora dopo il quinto, con distribuzione degli interessi su base trimestrale. Oltre all’esclusione dall’Isee fino a 50mila euro (come per gli altri titoli di Stato) e al premio dello 0,80% per chi li mantiene fino alla scadenza.

“Stabilire oggi la convenienza o meno a sottoscriverli rispetto ad altro Btp già emesso sul mercato è difficile, in quanto le cedole minime garantite nelle tre finestre previste verranno annunciate 17 ottobre.

“Possiamo provare quindi a fare alcuni previsioni sulla base dei rendimenti attuali di titoli simili”, riflette Massimo Maria Gionso, partner e fund selector di Nextam Partners Sgr. “Ai corsi attuali, considerando che il titolo a tre anni rende il 2,35%, il cinque anni il 2,81% e il sette anni il 3,18%, la media ponderata per i 7 anni di scadenza fa 2,72% annuo. Se aggiungiamo il premio fedeltà per chi mantiene la posizione fino a scadenza, il rendimento finale arriverebbe al 2,83%”. Ovviamente questo in cambio dell’impegno a mantenere l’investimento in portafoglio per tutta la sua durata. Alla fine, il tasso potrebbe anche essere più alto. “Verosimilmente il Tesoro proporrà qualche decimale in più per rendere questo strumento leggermente più appetibile rispetto agli altri titoli comparabili”.

Il confronto con il Btp Italia

Al momento il paragone più diretto, per caratteristiche e tempistiche, è con il Btp Italia collocato a giugno, con scadenza 2032. Il titolo prevede un rendimento garantito dell’1,85% e un premio lordo dell’1%, che significa un rendimento del 3,27%, racconta David Coppini, investment manager di First Capital. “Per risultare competitivo, il nuovo Btp Valore dovrebbe garantire un rendimento medio lordo superiore al 3,3–3,4% annuo”, spiega. In termini concreti, ciò significherebbe cedole almeno intorno al 2,15% nei primi tre anni, al 3,5% nei due successivi e al 4,5% negli ultimi due, tenendo conto anche del premio fedeltà inferiore (0,8% contro 1%).

“Il Tesoro, con la formula delle cedole trimestrali, punta chiaramente a un fattore psicologico: la percezione di incassi più frequenti potrebbe attrarre il risparmio retail anche con rendimenti nominali leggermente inferiori”, aggiunge Coppini. La scelta, spiega, dipenderà dall’inflazione attesa. Se si ipotizza un tasso medio del 2%, la sua indicazione è di puntare sul Btp Italia 2032, se invece si stima una crescita inferiore meglio il Btp Valore, sempre che le cedole medie non siano inferiori al 3,3%.

Pro e contro del Btp tradizionale

Se il confronto viene fatto con il Btp standard, spiega Gionso, il Btp Valore ha maggiori vantaggi in termini di remunerazione, considerando che ha cedole in aumento e premi fedeltà. “Il Btp standard ha invece cedole a tasso fisso, con durata anche fino a 20 o 50 anni”, racconta. “Considerate queste caratteristiche, quest’ultimo è più adatto nelle scadenze lunghe a chi non prevede di aver bisogno del denaro per qualche anno e in questo modo spunta rendimenti più elevati”.

In un portafoglio ben diversificato, conclude, non vanno esclusi “i Btp€i che sono armonizzati all’indice europeo dei prezzi al consumo. Lo scopo di questi titoli di Stato è di proteggere gli investitori dall’inflazione rivalutando semestralmente cedole e capitale da rimborsare a scadenza. I Btp€i hanno scadenze dai 5 ai 30 anni e aste generalmente mensili”, conclude.

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