Per la casa 15 miliardi, ma i fondi sono fermi
di Rosaria Amato , -Un commissario Ue per la casa, una commissione speciale al Parlamento Europeo per il diritto all’abitazione, il Piano Casa annunciato da tempo a livello nazionale dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e anche dalla premier Giorgia Meloni, alla fine di agosto al Meeting di Rimini. Non s’è mai parlato tanto come negli ultimi mesi del diritto a una casa a prezzi sostenibili, ma al momento non si va molto oltre la fase preliminare. E c’è una discordanza di fondo: i piani italiani ed europei non dialogano tra di loro. Anzi, si ignorano a vicenda, come ha attestato la presidente della commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi abitativa (Hous), Irene Tinagli, al termine di una missione di tre giorni condotta a metà settembre a Milano e a Palermo: «Stiamo incontrando esponenti di moltissimi governi, ma ho scritto a Salvini diverse volte, anche ultimamente, in occasione della missione in Italia, e non mi ha mai risposto».
Un commissario Ue per la casa, una commissione speciale al Parlamento Europeo per il diritto all’abitazione, il Piano Casa annunciato da tempo a livello nazionale dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e anche dalla premier Giorgia Meloni, alla fine di agosto al Meeting di Rimini. Non s’è mai parlato tanto come negli ultimi mesi del diritto a una casa a prezzi sostenibili, ma al momento non si va molto oltre la fase preliminare. E c’è una discordanza di fondo: i piani italiani ed europei non dialogano tra di loro. Anzi, si ignorano a vicenda, come ha attestato la presidente della commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi abitativa (Hous), Irene Tinagli, al termine di una missione di tre giorni condotta a metà settembre a Milano e a Palermo: «Stiamo incontrando esponenti di moltissimi governi, ma ho scritto a Salvini diverse volte, anche ultimamente, in occasione della missione in Italia, e non mi ha mai risposto».
Proroga per i bonus edilizi
Eppure gli obiettivi del Piano Casa nazionale e di quello europeo sono molto vicini: secondo quanto ha annunciato il ministro Salvini, riorganizzare e rilanciare il Piano di edilizia residenziale pubblica, promuovere nuovi modelli di finanziamento, che coinvolgano settore pubblico e privato, favorire soluzioni abitative che vengano incontro alle esigenze sociali (come quelle degli anziani). Quello che però finora è emerso con certezza è solo una possibile proroga dei bonus per le ristrutturazioni edilizie: al momento non sembra che la legge di Bilancio 2026 possa ospitare interventi di più ampia portata. «Insieme al ministro Giorgetti, stiamo lavorando per cercare di portare al 50% le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni delle abitazioni anche nel 2026, oggi al 36%, e valutiamo di rendere possibile usufruirne in 5 anni anziché 10, rendendo l’ecobonus più immediato e conveniente», ha annunciato qualche giorno fa la viceministra all’Ambiente Vanna Gava. «Con queste misure vogliamo aiutare le famiglie, sostenere l’edilizia, settore chiave per l’economia - e promuovere la riqualificazione delle città, nel rispetto delle risorse pubbliche», ha aggiunto. E tuttavia quest’intervento, accolto subito con soddisfazione da Confedilizia, è tutt’altro che scontato, ha precisato successivamente il viceministro dell’Economia Maurizio Leo: «È tutto da verificare. Non abbiamo ancora gli elementi. Ci sono tantissime proposte, dobbiamo selezionarle, vedere quali sono le risorse su cui possiamo fare affidamento».
Il Piano europeo
Anche il piano europeo è ancora allo studio: la Commissione parlamentare sta raccogliendo elementi e proposte, e selezionando progetti ed esperienze di particolare valore, per redigere una relazione che verrà presentata alla Commissione Ue «nei primi mesi del 2026», ha assicurato Tinagli. Dopo spetterà al Commissario per l’Energia e l’Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen, redigere l’European Affordable Housing Plan, che potrà contare su vari fondi di finanziamento, a cominciare dai fondi di coesione, di cui l’edilizia sociale costituisce uno dei pilastri.
I conti dell’Ance
In attesa che da Roma o da Bruxelles arrivino proposte e progetti concreti, l’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori italiani, ha fatto un esercizio di conteggio dei fondi e delle risorse che, a vario titolo, sono state stanziate in Italia e in Europa, arrivando alla conclusione che non sono certo poche, per cominciare: ci sarebbero circa 15 miliardi di euro, da spendere subito, anche se con scadenze diverse. Ci sono poi da tempo organizzazioni che premono per l’avvio di progetti di edilizia sociale, come Legacoop. Oltre a linee di prestito dedicate come quelle presentate a giugno al Parlamento Ue dal vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti (Bei) Ioannis Tsakiris, e che permetterebbero di costruire, in tutta Europa, un milione e mezzo di alloggi a costi contenuti.