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Guai per Salt Bae. Per il ristorante di Londra il 2024 si chiude con una perdita di 5,4 milioni

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L’espansione negli Stati Uniti si rivela una mossa azzardata e la capo gruppo è costretta a pesanti svalutazioni. I menù fissi a 39 sterline non bastano a sollevare i conti
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MILANO – C’è qualcosa che si è rotto tra Salt Bae e il ricco bacino di clienti dei suoi ristoranti. Le file di paperoni davanti al Nusr-Et, lungo Knightsbridge, in uno dei quartieri più ricchi di Londra, si sono diradate. Accanto alla famosa bistecca ricoperta di foglie d’oro da 1.450 sterline è comparso un menù fisso da appena 39 sterline. Un tentativo di allargare la platea? Possibile, ma non sembra aver sortito gli effetti sperati: nel 2024, a tre anni dall’apertura, la società che controlla la steakhouse chiude l’esercizio con un pesante rosso da oltre 5 milioni.

Un’icona social in cucina

Nusret Gökçe, meglio conosciuto come Salt Bae, deve la sua fama a un video diventato virale in cui prepara una gigantesca bistecca …

MILANO – C’è qualcosa che si è rotto tra Salt Bae e il ricco bacino di clienti dei suoi ristoranti. Le file di paperoni davanti al Nusr-Et, lungo Knightsbridge, in uno dei quartieri più ricchi di Londra, si sono diradate. Accanto alla famosa bistecca ricoperta di foglie d’oro da 1.450 sterline è comparso un menù fisso da appena 39 sterline. Un tentativo di allargare la platea? Possibile, ma non sembra aver sortito gli effetti sperati: nel 2024, a tre anni dall’apertura, la società che controlla la steakhouse chiude l’esercizio con un pesante rosso da oltre 5 milioni.

Un’icona social in cucina

Nusret Gökçe, meglio conosciuto come Salt Bae, deve la sua fama a un video diventato virale in cui prepara una gigantesca bistecca e la sala con un particolare gesto del braccio. Era il 2017, e quella mossa disinvolta, il codino e gli occhiali tondi erano destinati a diventare un marchio miliardario. Anche il nome d’arte deriva da quella scena: Salt (sale) e Bae, acronimo di Before Anything Else. Il sale prima di tutto.

Qualcosa si è incrinato

Un tempo, per chi poteva permetterselo, l’esperienza valeva l’attesa. La Gold Tomahawk, il piatto più gettonato, veniva servita al costo di 1.450 sterline (1.600 euro). Caro, sì. Ma nei circoli dei più abbienti poter mostrare quegli scontrini da capogiro era diventata la conferma di un certo status. E per il ristorante dello chef turco, quella posizione tra il lussuoso hotel Mandarin Oriental e i magazzini di Harrods, garantiva un giro d’affari miliardario. Negli ultimi tempi però qualcosa si è incrinato.

Difficoltà a Londra e non solo

I primi segnali sono arrivati nel 2023, quando il fatturato di Nusr-Et UK era crollato del 30%. L’anno scorso la situazione si è aggravata ulteriormente e, secondo la stampa britannica, la società che gestisce il locale londinese ha chiuso il 2024 con perdite per 5,4 milioni di sterline.

La colpa però non è da imputare solo al ristorante della City, che anzi ha visto le vendite salire di un milione a quota 10. Negli Stati Uniti la casa madre britannica ha svalutato le sue attività locali di 6,6 milioni di sterline, motivandole in bilancio sotto la voce “spese straordinarie”. Non solo, Nusret US Inc, controllata statunitense, ha dovuto chiudere uno dei due ristoranti di New York e lasciare la città di Boston. A giugno altri locali in zone di alto profilo, come Beverly Hills, hanno abbassato le saracinesche, riducendo la presenza del marchio negli States alle sole sedi di Manhattan e Miami.

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